L’esigenza di “dare una possibilità alla vera pace”
Sos pace. L’arcivescovo di Teheran affida all’agenzia missionaria vaticana Fides l’appello a “intraprendere cammini di convivenza e riconciliazione”. In un mondo “di nuovo in preda alle retoriche belliciste e inghiottito delle sabbie mobili della corsa al riarmo“. Afferma il cardinale Dominique Joseph Mathieu:”L’aumento della retorica bellicista e la corsa al riarmo, in nome di una presunta ricerca della pace, turbano profondamente le coscienze. In un mondo segnato da accuse di genocidio, etnocidio, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e continue violazioni o intimidazioni delle istituzioni internazionali incaricate di custodire la giustizia e la pace tra le nazioni, la tentazione di dominare con la forza sembra prevalere sulla giustizia e sul bene comune“. Si chiede il porporato: “Dobbiamo allora concludere che il conflitto e la guerra sono lo stato naturale dell’uomo? O piuttosto siamo chiamati a riscoprire la vocazione pacifica inscritta nel cuore stesso della creazione?”. La risposta apre alla speranza:”Di fronte alla logica di un potere egemonico mondiale, unipolare ed emotivo, e dei suoi proxy regionali che cercano di ricolonizzare con la forza anziché con il dialogo, molte nazioni aspirano a una vera multipolarità fondata sul rispetto reciproco e sulla sovranità dei popoli. Gli uomini e le donne di buona volontà, in tutto il mondo, non desiderano soltanto l’assenza di guerra, ma la costruzione di una pace autentica e duratura, radicata nella giustizia, nella verità e nella misericordia”.

Vera pace
Sulle orme di Leone XIV il cardinale Dominique Joseph Mathieu ribadisce che “una pace imposta dalla paura o dalla costrizione non è una vera pace, ma una sua contraffazione, che poggia sull’ingiustizia e genera diffidenza e divisione”. La vera pace, invece, “si costruisce attraverso il dialogo e il rispetto della sovranità delle parti direttamente o indirettamente coinvolte, in uno spirito di buon vicinato“. Essa “richiede una vera comunione fondata sulla ricerca della verità mediante il dialogo – parole che permettono l’incontro tra avversari – e implica un processo di conversione attraverso opere di perdono e l’impegno per la giustizia sociale”. La vera pace, ha detto Leone XIV durante il Giubileo della spiritualità mariana, “non è deterrenza ma fraternità; non è un ultimatum, ma dialogo. Non verrà come frutto della vittoria sul nemico. Ma come risultato di semi di giustizia e di perdono coraggioso.” La fede cristiana “ci ricorda che Cristo stesso, di fronte alla violenza, rifiutò di rispondere con la forza: ‘Rimetti la tua spada nel fodero’ (Mt 26,52). La sua pace non è fragile né passeggera, ma eterna e feconda, perché viene da Dio”.
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