Migranti, Italia condannata per la strage del 2013 che provocò 268 morti: la Cassazione fissa l’obbligo di soccorso
La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello, respingendo il ricorso degli imputati che chiedevano l’assoluzione, per la strage in mare del 3 ottobre 2013. La Cassazione ha ribadito che per quella tragedia la responsabilità è italiana, e in particolare del ministero della Difesa e di quello delle Infrastrutture. Sarebbe stato possibile salvare l’equipaggio del peschereccio, che veniva dalla Libia, stracarico, e che si era rovesciato tra Malta e Lampedusa, ma la decisione di intervenire da parte della Guardia costiera e della Guardia di finanza fu presa con 5 ore di ritardo.
Quelle ore furono fatali a 368 persone, in gran parte siriani, tra le quali sessanta bambini. Forse è stata la più grande strage di bambini profughi di tutti questi anni.
La sentenza è molto importante perché stabilisce il principio dell’obbligo di soccorso. L’imputazione era di omicidio colposo plurimo. Le pene a carico dei due alti ufficiali che erano sul banco degli imputati non saranno eseguite perché dopo 13 anni è scattata la prescrizione.
Questa decisione della Cassazione però fa giurisprudenza. E può avere conseguenze su molti altri processi, in particolare il processo per la strage di Cutro, che è in corso. Non solo: avrà un valore per il futuro, perché ha messo fuorilegge il mancato soccorso, e tantopiù, dunque, l’ostacolo al soccorso. Proprio su questi temi è intervenuta la corrente di sinistra della magistratura, “Area”, con una intervista all’Unità del suo segretario Giovanni Zaccaro, il quale sostiene che “lasciando morire in mare migliaia di profughi si lascia morire tra le onde anche la dignità dell’Italia e dell’Europa”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




