Il 40 per cento degli over-65 europei si sente in salute “buona” o “molto buona”
Bruxelles – Nel 2024, il 40 per cento delle persone di età pari o superiore a 65 anni nell’Unione Europea ha descritto la propria salute come molto buona o buona. I dati presentati dall’Ufficio statistico dell’UE, Eurostat – in occasione della Giornata Mondiale della Salute celebrata ogni 7 aprile dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – descrivono la percezione di salute come un concetto soggettivo, influenzato non solo dalle effettive condizioni cliniche, ma anche dal contesto sociale, economico e psicologico in cui si vive. ll rapporto evidenzia una tendenza chiara: sebbene la maggioranza degli europei si senta globalmente in forma, questa sensazione subisce un drastico mutamento con l’avanzare dell’età. Nel 2024, oltre i due terzi della popolazione totale dell’UE (68,5 per cento) ha valutato la propria salute come “molto buona” o “buona”. All’estremo opposto, solo l’8,5 per cento delle persone ha definito il proprio stato di salute come “cattivo” o “molto cattivo”, mentre il restante 23,0 per cento ha optato per una valutazione “discreta”. Questi dati suggeriscono un generale senso di benessere diffuso nel continente, riflettendo la qualità della vita e l’efficacia dei sistemi sanitari nazionali.
Tuttavia, analizzando i dati per fasce d’età, emerge un declino graduale e costante dell’autopercezione della salute. Fino ai 65 anni, la maggior parte delle persone continua a considerarsi in buone condizioni: tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 24 anni, la quota di chi si sente bene o molto bene raggiunge il picco del 91,3 per cento, ma questa percentuale scende progressivamente fino ad arrivare al 61,1 per cento nella fascia d’età tra i 55 e i 64 anni e al 40 per cento per le persone dai 65 anni in su.
Esistono inoltre discrepanze notevoli tra i vari Stati membri per quanto riguarda la popolazione anziana. L’Irlanda guida la classifica con il 62,0 per cento degli over 65 che si dichiara in salute, seguita dal Belgio (57,4 per cento) e dal Lussemburgo (56,8 per cento). Questi Paesi mostrano una percezione del benessere senile molto superiore alla media europea, suggerendo modelli di invecchiamento attivo particolarmente efficaci. D’altro canto, in alcuni Paesi dell’est e del sud Europa, la situazione appare preoccupante. In Lituania, solo il 12,5 per cento degli anziani valuta positivamente la propria salute, dato che sale leggermente al 13,1 per cento in Lettonia e al 19,1 per cento in Portogallo.
L’Italia si colloca poco sopra la media con il 42,7 per cento dei sessantacinquenni e over-65 che hanno una buona percezione della propria salute dopo Spagna (44,4 per cento) e Francia (44,2 per cento).
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