Andrew Schumacher Bethke: insegnante di storia e patroller a difesa degli studenti
Iniziamo oggi un viaggio alla scoperta delle persone che stando dando corpo e vita al movimento No Kings negli Stati Uniti. Si tratta di dodici ritratti di altrettanti punti di riferimento della società civile di Minneapolis e Saint Paul, le twin cities che dalla rivolta anti Ice in avanti, stanno riscrivendo la storia dell’attivismo civile negli Usa. Gli articoli sono tratti dal numero di VITA magazine di aprile intitolato “Minneapolis, l’America dopo Trump”. Le interviste sono di Doriano Zurlo, le foto di Stefano Rosselli, inviati a Minneapolis per VITA
Davanti alla recinzione che delimita l’accesso alla Harding High School, una scuola pubblica superiore, c’è un uomo piuttosto alto e corpulento, con una gran barba in vero Minnesota style, un giubbottino giallo e un paio di curiose pantofole rosa. Ha 36 anni e un master in storia europea del XIX e XX secolo. Sta facendo, insieme ad altri volontari, quello che qui viene chiamato patrolling, pattugliamento: controlla le strade durante l’entrata e l’uscita degli studenti.
Lo fate per proteggere la scuola?
Sì, la scuola, i ragazzi e i genitori. Qui il 94% degli studenti è di colore. L’East Side di Saint Paul è ad alto rischio. Molti genitori sono immigrati, e la maggior parte di loro, anche se non sono immigrati, comunque non sono bianchi, il che significa che vengono presi di mira. Teniamo d’occhio l’Ice. Se passa una macchina sospetta, lo comunichiamo immediatamente, attraverso Signal, al gruppo che coordina in tutta la città. Ma la nostra presenza serve anche a far sapere ai genitori che ci sono membri della comunità che stanno vigilando su di loro, cercando di tenere le persone al sicuro.
Come avete iniziato?
Per entrare nella scuola, gli agenti dell’Ice devono avere un mandato, e non ce l’hanno quasi mai. Quindi, all’interno, la scuola è relativamente sicura. Ma fuori, in strada, negli orari di entrata e di uscita, può succedere di tutto. Io vivo nel quartiere con la mia compagna. Quando la situazione ha iniziato a farsi più pesante, giravo con la macchina e ho notato che questa scuola non aveva protezione. Allora io e un genitore, Jason, abbiamo formato una pattuglia di controllo. Ora siamo in 40 volontari attivi. Abbiamo anche una dispensa alimentare, organizzata insieme alla scuola, per nutrire circa 60 famiglie che non possono uscire a fare la spesa. Indossiamo un giubbotto giallo perché è importante che genitori e studenti sappiano chi siamo. Alcuni agenti dell’Ice si sono finti volontari, quindi dobbiamo essere riconoscibili. Oggi quasi ogni scuola nelle Twin Cities (Minneapolis e Saint Paul ) ha una pattuglia di patrolling all’esterno, organizzate su base volontaria tra genitori, insegnanti e vicini di casa.
Però l’operazione Metro Surge è stata dichiarata conclusa…
Durante l’operazione, fuori da ogni chiesa e scuola con una popolazione a maggioranza non bianca c’erano agenti dell’Ice appostati. Oggi le azioni avvengono in modo meno intenso, ma avvengono ancora. Questa settimana ci sono stati altri arresti e deportazioni. La gente ha ancora paura di uscire di casa.
La sua è una posizione “politica”?
Sono un pessimo cattolico che cerca di essere un socialista decente. La politica però non c’entra tanto. O meglio, viene dopo. Qui c’è un sentimento comunitario diffuso. Anche persone che non sono d’accordo politicamente, quando si tratta dei loro vicini sentono un senso di responsabilità, sentono di doverli proteggere. Come persona bianca che vive qui, ho la consapevolezza che la polizia mi tratta in modo completamente diverso rispetto a tante altre persone che vivono in questa zona. Poi, per alcuni, si tratta anche di una forma di opposizione al governo attuale degli Stati Uniti, ma la maggior parte delle persone è semplicemente preoccupata per la sicurezza dei ragazzi che frequentano la scuola.
Perché si è attivato?
A fine dicembre, ho visto una coppia che stava facendo la spesa in un supermercato. L’Ice aveva l’auto senza contrassegni. Sono entrati, li hanno circondati e hanno portato via l’uomo. La moglie l’hanno lasciata lì. Sapevo che queste cose stavano succedendo. Avevo visto delle foto. Ma non ero preparato a quanto fosse terribile. Non era un arresto. È stato un rapimento. E quindi ho pensato: questa cosa mi riguarda. Allora ho fatto un training di formazione con Monarca Rapid Response Line, organizzato in presenza dal sindacato degli insegnanti di Saint Paul.
Lei è uno storico. La storia ha da dire qualcosa su quanto sta accadendo?
Come storico so che le cose terribili sono impensabili finché non accadono. Credevamo che in America tutto questo non potesse accadere. Ora la gente capisce che la democrazia è fragile ovunque.
In apertura Andrew Schumacher Bethke ha insegnato storia moderna all’Università del Minnesota. Oggi insegna alla Metro State University e tiene corsi nelle prigioni della Contea. Il suo rate di gradimento, presso gli studenti, è altissimo. (Foto di Doriano Zurlo)
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