Lorena Antoniazzi, margini in crescita nel 2025. Obiettivo 60 mln entro il 2030
Lorena Antoniazzi rafforza il suo impegno per una moda sostenibile con il progetto No Season. Anticipato a febbraio dello scorso anno, il marchio che fa capo alla Sterne International ha presentato nello showroom milanese di via Morimondo la capsule collection, nata dall’esigenza di rispondere alla richiesta di capi capaci di superare il ciclo effimero delle tendenze, adottando un modello produttivo responsabile, certificato e interamente tracciabile grazie a un sistema dedicato di QR code che consente di seguire l’intero percorso produttivo di ogni capo. “Siamo molto fieri di questo progetto che si inserisce nel percorso di sostenibilità che stiamo portando avanti da tempo e che ci ha portato alla pubblicazione nel 2025 del primo bilancio di sostenibilità, a cui daremo seguito con il documento a conclusione dell’esercizio fiscale 2025/2026”, commenta Gianluca Mirabassi, alla guida dell’azienda di famiglia.

Proprio sul fronte dei numeri, la società a cui fa capo il marchio Lorena Antoniazzi ha appena chiuso – lo scorso 28 febbraio – il bilancio 2025/2026 mettendo a segno, in un contesto di generale calo dei consumi, un leggero calo del turnover. “Abbiamo registrato una flessione di circa il 2%, un risultato però legato sostanzialmente alla revisione della clientela wholesale”, ha spiegato Mirabassi. Al 28 febbraio 2025, la realtà ha chiuso con ricavi a 37 milioni di euro, registrando una crescita costante rispetto ai 22 milioni del 2022. L’obiettivo a medio termine del gruppo è raggiungere un turnover di 60 milioni di euro entro il 2030.
Con una vocazione fortemente internazionale (il 90% delle vendite è attribuibile fuori dai confini nazionali, principalmente in Asia), Lorena Antoniazzi mantiene una forte distribuzione nel canale wholesale, che pesa circa l’80% del turnover contro il 20% del retail diretto. “Oltre alla ristrutturazione della rete dei multibrand, stiamo gradualmente puntando al potenziamento del network dei monobrand, incrementando poco per volta il numero di punti vendita diretti”, ha aggiunto Mirabassi. “Si tratta – spiega – di una strategia che ci sta premiando perché nell’anno appena concluso il canale dei monobrand ha visto un aumento delle vendite del 5 per cento. In generale, vogliamo puntare sui Dos e sul franchising da una parte, migliorando dall’altra la distribuzione wholesale”. Proprio su questo fronte, la label ha in programma un paio di aperture in Medio Oriente, precisamente in Kuwait e a Beirut, aree geografiche che stanno premiando sul fronte delle vendite, insieme a Cina e Giappone. L’etichetta ha una distribuzione importante anche in Corea del Sud, dove il gruppo sta riprendendo la distribuzione diretta.
Tornando ai dati economici, a fronte di un leggero calo del fatturato, nell’ultimo esercizio Sterne International (a cui appunto fa capo Lorena Antoniazzi, che rappresenta la principale fetta di vendite, oltre alla produzione conto terzi per il lusso), ha registrato un ebitda al 12%, in crescita rispetto al 7% dell’esercizio precedente. In miglioramento anche la posizione finanziaria netta di 1,5 punti, nonostante gli investimenti che il gruppo ha fatto quest’anno, orientati principalmente all’ampliamento della linea di produzione con l’acquisto di macchinari di nuova generazione per la parte della maglieria e l’acquisto di un nuovo capannone per incrementare la produzione internamente, con l’obiettivo di arrivare al 50% della produzione interna.

Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




