Marco Bezzecchi vuole anche divertirsi a Jerez
Aprilia Racing torna in pista per il quarto appuntamento stagionale, il primo in Europa, sullo storico Circuito de Jerez – Ángel Nieto. Marco Bezzecchi arriva in Spagna forte della serie di vittorie consecutive conquistate nelle prime tre gare lunghe e determinato a confermare la propria competitività anche sul tracciato andaluso. Jorge Martín, tra i protagonisti del weekend di Austin con la vittoria nella sprint e il secondo posto nella gara lunga, affronta la tappa di casa con l’obiettivo di consolidare il suo buon feeling con la RS-GP26.
A completare la line-up sarà Lorenzo Savadori, presente come wild card e impegnato nel lavoro di sviluppo della RS-GP26. Il Circuito di Jerez, intitolato al centauro spagnolo scomparso nell’agosto del 2017, è uno degli appuntamenti più amati del calendario. Sui 4.423 metri si susseguono 13 curve, 8 a destra e 5 a sinistra, con numerosi punti di sorpasso.
“Sono molto contento di tornare in Europa. A Jerez ci sono sempre tanti tifosi ed è una pista bellissima. La voglia di continuare a far bene c’è, quindi cercheremo di fare un bel weekend, lavorando al meglio insieme a tutta la squadra e cercando anche di divertirci” ha affermato Marco Bezzecchi.
Il dominio Aprilia in questa prima parte di stagione è un dato che parla da solo: ad Austin il team di Noale ha centrato la seconda doppietta consecutiva, con Bezzecchi che ha percorso l’intera gara in testa per la quinta volta di fila, stabilendo il nuovo record di 121 giri consecutivi al comando e superando il precedente primato di Jorge Lorenzo fermo a 103. Un’impresa che ha fatto della casa veneta la protagonista assoluta di questo avvio di campionato, con undici vittorie complessive in top class e tre doppiette nella storia.
Dal fronte Ducati, del resto, arrivano segnali di un risveglio imminente. Il team manager Davide Tardozzi ha ammesso pubblicamente il ritardo accumulato rispetto ai rivali: “Non siamo più quelli di una volta… Dobbiamo lavorare, punto. Hanno guadagnato sette o otto decimi. Noi ne abbiamo guadagnato uno o due”. Il tallone d’Achille della Desmosedici GP26 è stato identificato nell’usura della gomma posteriore, un problema su cui gli ingegneri bolognesi sono al lavoro in vista proprio del round europeo.
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