Medio Oriente, un centinaio di turisti liguri bloccati a Dubai e nel Golfo: “Riprotezioni in corso”

Mar 2, 2026 - 23:00
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Medio Oriente, un centinaio di turisti liguri bloccati a Dubai e nel Golfo: “Riprotezioni in corso”
Generico marzo 2026

Genova. Sono circa un centinaio i turisti liguri che in queste ore stanno cercando, con ansia e preoccupazione, di tornare a casa dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. L’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran ha infatti provocato la più grande interruzione aerea degli ultimi anni: migliaia i voli cancellati, con gli hub mondiali di Dubai e Doha deserti, ancora di più i passeggeri rimasti bloccati.

Caos nei cieli dopo gli attacchi: liguri fermi a Dubai e Doha, agenzie al lavoro per i rientri

A una prima stima sono circa un centinaio i turisti liguri interessati e che stiamo cercando di riproteggere su altre rotte, monitorando costantemente la situazione in accordo con la nostra segreteria nazionale”, conferma Emilio Cordegliopresidente regionale Assoviaggi, associazione che rappresenta agenzie e tour operator aderenti a Confesercenti.

Il turismo organizzato è stato inevitabilmente colpito dal conflitto, e oltre alle difficoltà operative dovute a cancellazioni e rientri, nei prossimi 30 giorni potrebbe perdere altre circa 3.500 prenotazioni tra pacchetti e servizi, per oltre 6,4 milioni di euro di mancati introiti. Nella sola Liguria operano 303 tra agenzie e tour operator che impiegano più di mille addetti.

“La situazione nell’immediato è sotto controllo perché – prosegue Cordeglio – a valle del Covid-19, la gran parte di chi viaggia oggi si cautela con delle coperture assicurative capaci di far fronte a inconvenienti gravi, per cui se non altro in questa fase non ci sono problemi di ordine economico e stiamo riuscendo a organizzare il rientro dei nostri clienti. Naturalmente le preoccupazioni sono legate al lungo periodo, perché allo stato attuale è impossibile prevedere se l’emergenza proseguirà ancora per giorni, settimane o mese, e questo getta nell’incertezza un settore già pesantemente colpito, negli anni scorsi, proprio dalle limitazioni agli spostamenti imposte dalla pandemia. E a rischio, oltre all’outgoing, c’è anche l’incoming, essendo naturalmente l’Italia una delle principali destinazioni turistiche a livello mondiale”.

La situazione dopo tre giorni

Le compagnie aeree globali hanno cancellato i voli in tutto il Medio Oriente dopo gli attacchi di sabato, degenerati in una risposta da parte dell’Iran. Il traffico aereo globale è interrotto anche lunedì, terzo giorno consecutivo, dopo la chiusura dei principali hub mediorientali, tra cui Dubai, Doha e Abu Dhabi, e decine di migliaia di passeggeri sono bloccati. A oggi il Ministero degli Esteri, con il portale Viaggiare Sicuri, è l’unica fonte di informazioni certificate. È notizia di lunedì che l‘aeroporto di Dubai riaprirà parzialmente operando alcuni voli nella serata di lunedì 2 marzo.

Sabato l’EASA (European Aviation Safety Agency) ha pubblicato un bollettino informativo sulle zone di conflitto (CZIB) per il Medio Oriente e il Golfo Persico, valido fino a lunedì 2 marzo, sconsigliando alle aviolinee europee di “solcare i cieli a tutte le altitudini di Bahrein, Iran, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait, Libano, Oman, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita”. Alla luce della situazione critica le misure adottate sono state prorogate sino al 6 marzo.

La Farnesina ha attivato una task force dedicata, con l’Unità di crisi che invita a registrarsi, a mantenere i contatt con ambasciate e consolati e soprattutto a restare negli alloggi seguendo le indicazioni delle autorità locali, senza recarsi negli aeroporti. 

Tra le migliaia di passeggeri bloccati in attesa di novità ci sono anche i turisti e studenti liguri. Una studentessa di Sestri Levante e un tutor di Alassio fanno parte del gruppo di 200 tra studenti, docenti e staff di licei italiani del WSC World Student Connection che attualmente si trovano all’Hotel Le Meridien e all’hotel Bur di Dubai.

L’ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai stanno seguendo i loro casi, e la speranza è che riescano a tornare in Italia il 4 marzo. Non sono gli unici a vivere queste ore con paura e timori: c’è chi è arrivato negli hub chiusi per fare scalo verso altre destinazioni, chi si è visto cancellare il volo di ritorno quando era già in aeroporto, chi ha

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Redazione Redazione Eventi e News