Mediobanca: Lvmh sul podio per i ricavi; Prada è prima tra le italiane in 21esima posizione
Nel 2025, le 75 maggiori multinazionali della moda hanno fatturato complessivamente 541 miliardi di euro, +0,9% sul 2024, superando del 32,7% i livelli pre-pandemici, di cui il 62% generato dai player europei e il 29% dai nordamericani. Fra i 39 gruppi europei, l’Italia, con 14 big, è il Paese più rappresentato a livello numerico; ma è la Francia, con una quota del 39% del fatturato aggregato, ad aggiudicarsi il primato per giro d’affari davanti a Regno Unito (14%), Spagna (13%), Germania (12%) e con l’Italia al 9%.
Questi alcuni dei dati diffusi dall'Area studi Mediobanca nel nuovo report sul Sistema moda mondo che analizza i dati finanziari e l’andamento in Borsa delle 75 maggiori multinazionali della moda con ricavi superiori a un miliardo di euro ciascuna, di cui 39 hanno sede in Europa, 25 in Nord America, otto in Asia e tre in Africa.
Nel 2026 il settore della moda affronta una fase di transizione strutturale
Dopo la fase di normalizzazione che ha caratterizzato l’anno appena concluso, sottolineano gli esperti di Mediobanca, nel 2026 il settore della moda affronta una fase di transizione strutturale e ricalibrazione in cui la crescita sarà trainata dalla capacità di rafforzare la desiderabilità e coltivare la relazione con il cliente nel tempo, più che dall’espansione dei volumi. I primi dati economici rilasciati in questi giorni sul primo trimestre 2026 segnano, per i maggiori player mondiali della moda, un giro d’affari mediamente allineato a quello del 2025.
Nel periodo 2019-2025, lo sportswear è il segmento più dinamico per crescita di ricavi
Nel periodo 2019-2025, l’analisi per comparti mostra come lo sportswear sia il segmento più dinamico per crescita di ricavi (+43,5%) sostenuto dalla crescente domanda di prodotti legati a sport, salute e benessere. Il segmento del lifestyle evidenzia, invece, l’espansione più contenuta (+23,1%) mentre il settore del lusso esprime l’andamento più volatile, chiudendo il 2025 con un +36,2%, al di sotto dei livelli massimi raggiunti nel 2023. Il giro d’affari 2025 è così ripartito fra i diversi comparti: 38% lifestyle (era 41% nel 2019), 34% lusso (era 33%) e 28% sportswear (era 26%).
Nel 2025 al primo posto per ricavi tra i colossi mondiali si conferma Lvmh (80,8 miliardi). Seguono la spagnola Inditex (39,9 miliardi) che controlla Zara, Nike (€39,4 miliardi), la tedesca Adidas (24,8 miliardi), la svedese H&M (21,1 miliardi) e la giapponese Fast Retailing (18,5 miliardi) che controlla Uniqlo.
Prima tra gli italiani Prada (21esima), seguita da Oniverse (37esima), Moncler (42esima) e Giorgio Armani (46esima)
Prima tra gli italiani Prada (5,7 miliardi), al 21esimo posto in classifica (avanzando di dieci
posizioni dalla 31esima del 2019), seguita a distanza da Oniverse (3,7 miliardi; 37esima posizione,
era 40esima nel 2019), Moncler (3,1 miliardi; 42esima, era 53esima) e Giorgio Armani (2,3 miliardi al
2024; 54esima, era 46esima).
L’incremento dei ricavi nel 2025 vede primeggiare la svizzera On Holding, cresciuta di 11,3 volte sul 2019 esclusivamente per via organica, leader nel mercato running premium trainata dal marchio On (caratterizzato dal forte contenuto innovativo e da una tecnologia proprietaria brevettata), davanti alla statunitense Crocs (+3,3x) e alla tedesca Birkenstock (2,9x).
Nell’ultimo anno, l’aumento del fatturato spetta ancora a On Holding (+30,0% sul 2024), davanti alla finlandese Amer Sports (+26,7%) e alla statunitense Kontoor Brands (+20,9%).
Al primo e secondo posto per redditività Hermès
Nel 2025, così come nel 2019, si confermano al primo e secondo posto per redditività Hermès (ebit margin al 41,1%) e Moncler (29,2%). Seguono Birkenstock (26,3%), la statunitense Deckers Outdoor (25,4%), Chanel (24,0% nel 2024), Anta Sports (23,7%) e Prada (22,7%, in netta progressione dalla 34esima posizione del 2019).
Dal 2019 al 2025 le 75 multinazionali della moda hanno incrementato l’occupazione dell’8,3% (+170mila unità), con forti divergenze settoriali: il comparto dello sportswear segna un incremento più marcato (+31,4%), seguito dal lusso (+19,4%), stabile nell’ultimo biennio, e dal lifestyle che resta sotto i livelli pre-Covid (-4,1%). La graduatoria dei maggiori datori di lavoro vede in prima posizione Lvmh, con 211mila dipendenti, che precede Inditex (166mila) e Decathlon (101mila al 2024).
Relativamente alla rete distributiva, nel 2025 sono lievemente aumentati i punti vendita a livello globale (+1,2% sul 2024), trainati dal comparto sportswear (+7,2%) e in misura minore dal lifestyle (+1,0%), mentre sono in ridimensionamento quelli del lusso (-0,3%).
La rete dei punti vendita è presente in tutti i continenti della triade (Europa 35%, Americhe 33%, Asia 29%), con differenze in base alla sede dell’headquarter: le multinazionali europee hanno una distribuzione più internazionale e bilanciata tra Europa (37%) e Asia (36%), soprattutto per la storica forza del lusso europeo in Oriente che richiede un controllo diretto dell’esperienza retail, mentre quelle nordamericane sono più concentrate sul mercato americano (69%), con una presenza più limitata in Europa (20%) e Asia (10%).
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