Microsoft pubblica il sorgente di 86-DOS: le origini di Windows ora sono leggibili da tutti

Maggio 2, 2026 - 19:30
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Microsoft pubblica il sorgente di 86-DOS: le origini di Windows ora sono leggibili da tutti

C'è un momento in cui la storia dell'informatica smette di essere un racconto astratto e diventa codice leggibile da chiunque, e quel momento è adesso. Microsoft ha pubblicato su GitHub il codice sorgente di 86-DOS, il sistema operativo scritto nel 1980 da Tim Paterson, quello che l'azienda di Bill Gates ha poi acquistato, adattato e ribattezzato MS-DOS, il "nonno" diretto di Windows.

Non è la prima volta che Redmond apre i propri archivi: tra il 2018 e il 2024 aveva già rilasciato le versioni dalla 1.25 alla 4.0 di MS-DOS. Ma non si era mai spinta così indietro nel tempo, fino alle origini vere del personal computing.

Per capire quanto fosse diverso il mondo allora, basta un numero: i primi PC con 86-DOS giravano con appena 16 kilobyte di RAM. Un PC con Windows oggi ne richiede almeno 4 gigabyte, ovvero 262.000 volte di più. Niente disco fisso, niente interfaccia grafica, niente multitasking: solo una riga di comando e un programmatore che scriveva codice assembly ottimizzato al singolo byte, spesso correggendo i listati stampati su carta.

Quel contesto di risorse quasi inesistenti costringeva a una disciplina ingegneristica che oggi è praticamente scomparsa: ogni istruzione aveva un peso, ogni scelta architetturale lasciava tracce che, come vedremo, arrivano fino ai sistemi operativi attuali.

Alcune di quelle scelte progettuali sono rimaste immutate per decenni e influenzano ancora Windows, anche nella versione che state usando adesso. Analizzare il codice originale aiuta a capire perché certi comportamenti dei sistemi operativi moderni sembrano stranezze o compromessi: spesso lo sono davvero, e nascono da qui.

Oggi 86-DOS è destinato principalmente a ricercatori, appassionati di storia dell'informatica e sviluppatori con un interesse specifico per la sicurezza: il codice permette di studiare le vulnerabilità strutturali originarie, quei limiti progettuali che nascono dall'alba del personal computing e che in qualche forma persistono ancora. Non è materiale per tutti, ma per chi vuole capire davvero da dove viene il software che usiamo ogni giorno, è un documento difficile da trovare altrove.

È un gesto che ha più valore simbolico che pratico, ma i due piani non si escludono. Aprire il codice sorgente delle proprie origini è un modo per Microsoft di ricordare, e far ricordare, che dietro un'azienda da 280 miliardi di dollari di fatturato c'è stato un sistema operativo che girava con meno memoria di un'immagine JPEG di oggi. Grande Giove!

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia