Moncler brilla nel lusso: nel primo trimestre ricavi a +6%
Si è chiuso con un segno positivo, in controtendenza rispetto ai competitor del lusso, l’avvio d’anno del Gruppo Moncler. Il player italiano ha segnato un rialzo del 6% (a cambi correnti, +12% a valuta costante) nelle vendite del primo trimestre, ammontate nel periodo a 880,6 milioni di euro. Un risultato che spicca rispetto alle performance in negativo – seppur single digit – appena diramate dai big del lusso internazionale, con Lvmh e Kering che hanno accusato un calo del 6% e il rallentamento persino di Hermès, a -1,4 per cento.
Guardando alle performance dei singoli marchi del gruppo presieduto da Remo Ruffini, il marchio ammiraglio e omonimo ha totalizzato ricavi per 766,5 milioni di euro, mentre il fatturato di Stone Island è ammontato a 114,1 milioni di euro, entrambi in crescita anch’essi del 6% a cambi correnti.
“Ciò che emerge con chiarezza nel primo trimestre di quest’anno – ha commentato a margine Ruffini, presidente esecutivo – è qualcosa di più di una performance solida: è la forza delle relazioni che i nostri brand continuano a costruire con le proprie community, in tutto il mondo. In un contesto globale caratterizzato da conflitti e instabilità, sia Moncler sia Stone Island hanno dimostrato una forte energia e rilevanza culturale. Questi risultati non arrivano per caso. Riflettono un approccio preciso che valorizza ciò che rende unici i nostri marchi, e allo stesso tempo permette loro di evolvere costantemente, sia nel prodotto sia nelle esperienze”.
Conferma una performance sopra le attese anche Bernstein, che sottolinea come il risultato messo a segno da entrambi i marchi del portafogli abbiano sovraperformato rispetto alle attese: a cambi costanti, Moncler è cresciuto del 12% sopra un atteso +7,2%, mentre Stone Island ha segnato un +11% rispetto al +6,7% stimato.
Ponendo una lente d’ingrandimento sugli andamenti delle aree geografiche dei due brand del gruppo, si conferma senza dubbio la tenuta dell’Asia, bacino strategico per il player e già dimostratasi chiave per la performance dello scorso anno. Nei tre mesi Moncler e Stone Island sono cresciuti entrambi del 14% nell’area, di cui anche Bernstein sottolinea “i risultati più solidi del previsto, trainati dalla forza dei consumatori cinesi (sia locali che turisti) e coreani”. Più debole, invece, l’Emea, che ha visto Moncler accusare una contrazione del 2% e Stone Island crescere single digit del 2 per cento. Ambivalenti le Americhe, in cui Stone Island è cresciuto del 14% mentre Moncler ha segnato un calo del 2 per cento.
Spostando invece il focus sui canali distributivi su cui poggiano i due marchi, il direct-to-consumer è cresciuto del 7% e del 10% rispettivamente per Moncler e Stone Island, mentre il wholesale, più debole, dell’1% e del 3 per cento.
Intanto, il gruppo inizia “una nuova fase del percorso”, dichiara ancora Ruffini, ricordando il recente ingresso di Leo Rongone nel ruolo di nuovo CEO, a decorrere da questo mese. “Il nostro focus è molto chiaro: restare fedeli a ciò che siamo, guardando sempre avanti, e mantenendo l’integrità dei nostri marchi al centro di ogni decisione”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0


