Oltre 300 ragazzi in vasca con la Polha: anche nel 2026 nel Varesotto torna “Sport si può”

Mar 6, 2026 - 15:30
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Oltre 300 ragazzi in vasca con la Polha: anche nel 2026 nel Varesotto torna “Sport si può”
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Il progetto “Sport si può” taglia il traguardo dei 29 anni di attività, confermandosi come uno dei pilastri dell’inclusione sociale in provincia di Varese. Anche per il 2026, l’iniziativa promossa dalla Polha Varese garantirà corsi di nuoto gratuiti a oltre 300 bambini e ragazzi con disabilità tra i 6 e i 14 anni, coinvolgendo scuole, comuni e impianti sportivi del territorio in una rete di solidarietà che non si è mai interrotta dal 1997.

Una storia di numeri e inclusione

Dal suo debutto, il progetto ha coinvolto complessivamente oltre 5.000 alunni. Nato da un’intuizione del Tavolo Provinciale Sport Disabili, “Sport si può” è stato sostenuto dalla Provincia di Varese fino al 2014, per poi passare sotto la gestione organizzativa ed economica della Polha. La struttura del progetto permette ai giovani studenti di frequentare le lezioni di nuoto durante l’orario scolastico, seguiti da istruttori specializzati e volontari, senza alcun onere economico per le famiglie o per gli istituti scolastici.

Le piscine attive sul territorio

Per l’edizione 2026, le attività si concentrano negli impianti di Varese, Caronno Pertusella, Castiglione Olona e Tradate. Fondamentale è la sinergia con le amministrazioni comunali di Casciago, Venegono Inferiore e Venegono Superiore, oltre alla disponibilità dei gestori degli impianti come Omnia Sport, New Swim, Mio Club e il Palaghiaccio di Varese, che offrono gli spazi acqua a tariffe agevolate. A questi si aggiungono i poli di Luino, Jerago con Orago e Saronno che, pur operando in autonomia dal 2024, mantengono il format originale ideato dalla Polha.

Il sostegno dei privati e del volontariato

La sostenibilità economica di un’operazione così vasta è garantita da un mix di contributi pubblici e donazioni private. «Senza il loro sostegno – spiegano gli organizzatori della Polha – un’iniziativa di questa portata non sarebbe possibile». Tra i partner storici figurano la famiglia Orrigoni con Tigros e il Rotary Club Varese, a cui quest’anno si è aggiunto il prezioso supporto del Gruppo Alpini di Vergiate per la copertura di alcuni costi imprevisti. Il trasporto degli atleti è invece assicurato dalla stessa Polha e da altre associazioni di volontariato locale.

Più di una semplice ora di sport

L’obiettivo di “Sport si può” va oltre l’apprendimento delle tecniche natatorie. Si tratta di un investimento sull’autonomia e sulla crescita relazionale dei ragazzi. Il progetto dimostra come l’integrazione tra pubblico e privato possa generare un impatto concreto sul territorio, trasformando lo sport in uno strumento di cittadinanza attiva e abbattendo le barriere fisiche e sociali che spesso limitano la vita quotidiana dei giovani con disabilità.

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