Oscar, a Los Angeles trionfa “Una battaglia dopo l’altra”

Mar 17, 2026 - 04:00
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Oscar, a Los Angeles trionfa “Una battaglia dopo l’altra”

 

Roma, 16 mar. (askanews) – È “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson il miglior film degli Oscar 2026. Una vittoria piena, con sei statuette (Film, Regia, Montaggio, Sceneggiatura non originale, attore non protagonista Sean Penn, Casting), che consacrano il successo personale di Anderson, anche produttore insieme a Sara Murphy.

Esce ridimensionato dalla serata “Sinners”. I peccatori, che con 16 nomination aveva superato ogni record e si ferma a quota quattro: sceneggiatura originale, fotografia, colonna sonora e attore protagonista. Segue “Frankenstein” di Guillermo del Toro, con tre Oscar, tutti per categorie tecniche: scenografia, trucco e acconciatura, costumi.

A 55 anni, al suo decimo film, Paul Thomas Anderson conquista la sua personale rivincita con l’Academy e con Hollywood, dopo essere stato candidato tre volte. Circondato dall’intero cast che lo ringrazia (“Ora prendiamoci un Martini”), ricorda i film candidati nel 1975 — “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, vincitore di quell’anno, “Lo squalo”, “Quel pomeriggio di un giorno da cani”, “Barry Lyndon”, “Nashville” e “Shampoo”. La dedica è per l’amico e collaboratore Adam Somner, scomparso nel 2024: “Ora si trova in un bar enorme lassù in cielo. Si sta gustando un gin tonic ed è felicissimo”.

“Una battaglia dopo l’altra” è un film concepito prima del ritorno di Donald Trump alla presidenza e racconta le avventure di un gruppo di rivoluzionari, i French 75, che organizzano azioni di guerriglia per liberare immigrati clandestini detenuti in campi di prigionia. “Non sono un politico, sono un cineasta”, ribadisce Paul Thomas Anderson. “Dovrebbe essere solo un film d’azione su un uomo che cerca di riavere sua figlia. Ma quello che vedo ogni giorno mi pesa sul cuore per il mondo”.

Michael B. Jordan trionfa come miglior attore nei panni dei gemelli Smoke e Stack Moore di Sinners. Lo dedica ai suoi genitori, al padre arrivato dal Ghana per la cerimonia, ricorda chi lo ha preceduto: Sidney Poitier, Denzel Washington, Jamie Foxx, Forest Whitaker e Will Smith, gli altri attori neri incoronati dall’Academy. “Sono qui grazie a coloro che mi hanno preceduto. Lo sento, so che volete che io abbia successo, e io voglio farlo perché avete creduto in me”.

Nessuna sorpresa tra le attrici: vittoria annunciata per Jessie Buckley, già candidata come non protagonista per La figlia oscura, che ha collezionato tutti i premi della stagione. Saluta la sua famiglia irlandese “Mamma, papà, grazie per avermi insegnato a sognare e a non farmi mai definire dalle aspettative, ma a coltivare la mia passione”.

Sean Penn, assente, ha vinto l’Oscar per il miglior attore non protagonista(“Sean Penn non ha potuto essere qui – o forse non ha voluto – quindi ritirerò il premio a suo nome”, ha scherzato il collega Kieran Culkin nel ruolo di host). L’attore che avrebbe programmato un viaggio in Ucraina ha disertato tutti i premi consegnatigli per il film.
Amy Madigan ha vinto l’Oscar per la migliore attrice non protagonista per l’horror Weapons che ha accolto il premio con una gran risata: “Tutti mi chiedevano che succede sono 40 anni (la prima nomination era arrivata nel 1986), ecco la statuetta che fa la differenza”

Doppietta “Kpop demon hunters” con la miglior canzone, la prima Kpop a vincere il premio, consegnata da Lionel Richie, e il miglior film d’animazione

Javier Bardem presenta il premio per il miglior film internazionale, il norvegese Sentimental value di Joachim Trier, e si presenta sul palco come sul red carpet con una scritta molto evidente sul risvolto della giacca: “No alla guerra”. Lo ripete insieme a “Palestina libera”.

Demi Moore consegna l’Oscar per la miglior fotografia alla direttrice della fotografia Atumn Durald Arkapaw di Sinners. È la prima volta che una donna vince l’Oscar per la fotografia, la cineasta è di origine filippina.

Oscar per gli effetti visivi: Avatar: fuoco e cenere. Oscar per il miglior sonoro: “F1” Emozionanti i momenti del ricordo dei cineasti che ci hanno lasciato: Barbra Streisand ha ricordato Robert Redford e cantato The way we were, Billy Cyrstal e gli altri attori di Rob Reiner tutti sul palco per omaggiare lui e la moglie uccisi a dicembre. C’è un po’ di gloria anche per l’Italia: La co-produttrice del corto Two people exchanging saliva Valentina Merli è l’unica italiana non solo ad aver vinto un Oscar alla 98 edizione degli Academy awards, ma è anche
l’unica candidata.

 

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