Rivoluzione Google Maps: come cambierà la nostra esperienza di guida
lentepubblica.it
È stato annunciato un aggiornamento dell’App Google Maps, che stando alle anticipazioni del colosso statunitense si propone come il maggiore upgrade dell’ultimo decennio.
A fare la differenza, manco a dirlo, un’interazione completa con l’intelligenza artificiale di Gemini, assistente AI della stessa azienda californiana.
Maps è uno dei servizi più popolari di Google, utilizzato ogni mese da 2 miliardi di utenti attivi, con una mappatura che ha raggiunto il 99% del Pianeta. Seguendo le sue indicazioni, viene percorso oltre 1 miliardo di chilometri al giorno; l’utente medio trascorre circa 150 minuti al mese sull’App (prediligendo navigazione, ricerca ristoranti e luoghi d’interesse, Street View).
Origini e sviluppo di Google Maps
I prodromi dell’idea risalgono al 2003, quando i fratelli danesi Lars e Jens Eilstrup Rasmussen hanno fondato Where 2 Technologies, startup di casa a Sidney, all’inizio specializzata nella sola mappatura del territorio e poi sviluppata per la navigazione su mappe online.
Una struttura ancora rudimentale, ma le cui enormi potenzialità non sfuggirono dalle parti della Silicon Valley, tanto che l’anno dopo venne acquistata da Google. I due fondatori continuarono a lavorare nel gruppo di progetto e l’8 febbraio 2005 venne annunciata la nascita di Google Maps.
Inizialmente era un programma per desktop, utile solo a stampare il percorso tra un punto di partenza e uno di arrivo. Nulla che potesse preoccupare i produttori dei navigatori Gps presenti a bordo delle auto, o di quelli portatili che allora si andavano diffondendo (chi abbia superato i 50 anni di età, ricorda marchi quali TomTom, Navman o Garmin).
La vera svolta fu però nel 2009, quando Google Maps sviluppò la navigazione turn-by-turn, ossia la possibilità di fornire indicazioni vocali e visive contemporaneamente e in tempo reale.
Pressappoco in quel periodo stava entrando nelle nostre case anche un’altra grande rivoluzione tecnologica dell’epoca, rappresentata dagli smartphone. L’intuizione di associare i due strumenti determinò un successo immediato e la fine inesorabile dei precedenti modelli di navigatori Gps.
Al momento Maps copre 220 Paesi e territori. È preinstallato su oltre il 90% dei dispositivi Android e si stima che detenga circa il 70% del mercato globale delle App di navigazione, surclassando la concorrenza di Apple Maps e Waze (acquistata dalla stessa Google nel 2013, ma lasciata separata).
Arriva Immersive Navigation: nuovo design e mappe 3D
Ma tra poco gli schermi smartphone e delle auto subiranno un upgrade epocale.
Con Immersive Navigation si annunciano visualizzazioni a volo d’uccello e tridimensionali delle città.
Un concetto di mappa tutta nuova, totalmente immersiva, integrata con le informazioni di Street View e telecamere aeree 3D per fornire un’esperienza di guida all’interno di un ambiente virtuale estremamente fedele a quello reale. Dimenticate la solitudine della classica linea blu che indica il percorso sul nostro monitor; e adesso immaginatela inserita in paesaggi, edifici, corsie, attraversamenti pedonali, semafori e segnaletica che ci proiettano dentro il vero contesto urbano.
Tutto verrà riportato sui display, con zoom intelligenti e grafica trasparente per gli edifici che consentiranno di vedere in anticipo il percorso successivo, rendendo più intuitive le indicazioni su svolte complesse e cambi di corsia. Tra i benefici attesi: orientamento semplice, riduzione di errori nella guida e meno stress.
Inoltre, ci sarà l’Immersive View for Routes, con cui visualizzare i percorsi in anteprima 3D e pianificare nel dettaglio il proprio viaggio, anche in base a traffico, parcheggi e condizioni meteo.
Con Ask Maps avremo sempre un compagno di viaggi
Grazie a Gemini, il nostro navigatore diventerà un compagno inseparabile, con il quale dialogare.
Non osiamo neppure immaginare l’uso che ne avrebbe potuto fare l’Enzo di Carlo Verdone, progettando quel viaggio che dal Palo della Morte di una Roma ferragostana avrebbe dovuto portarlo verso l’agognata Cracovia.
Ma tant’è. Ad Ask Maps si potranno porre domande complesse per la ricerca di luoghi, ristoranti, destinazioni; non solo l’attuale assistente vocale, ma un AI Conversazionale avanzato che fornisce informazioni operando su miliardi di dati condivisi dalla community.
Vuoi improvvisare un fine settimana nella bella città che ti trovi a incrociare durante il tuo viaggio? Nessun problema: Chiedi a Maps! E in pochi secondi potrai avere a disposizione percorso ideale, tappe intermedie, servizi carburante o ricarica elettrica, itinerario turistico con allegato reportage fotografico, dove mangiare e dormire, ecc.
Raccontata così, risulta pure un po’ inquietante. Rimane invece un supporto utile se affiancato dal nostro senso critico e decisionale, non trascurando mai che i suggerimenti dell’AI si basano sui dati presenti online (prezzi, orari, disponibilità, recensioni); quindi rimane buona prassi verificarli, prima di assumerli come veri.
Google ha annunciato che offrirà oltre 5 milioni di aggiornamenti sul traffico al secondo; un’efficienza essenziale per suggerire subito percorsi alternativi in caso di incidenti, rallentamenti ed eventi vari. Inoltre, le diverse opzioni proposte verranno anche spiegate, evidenziandone la convenienza secondo durata, lunghezza, pedaggi.
Come farsi trovare pronti?
Insomma, l’attesa è tanta. E c’è curiosità di verificare l’efficacia di queste promesse non appena l’aggiornamento sarà disponibile in Italia.
Al momento Immersive Navigation e Ask Maps sono stati lanciati negli Stati Uniti; progressivamente verranno rilasciate sui dispositivi Android e iOS, nonché sui veicoli dotati dei rispettivi Android Auto, Google integrato o Apple CarPlay. Nel giro di qualche settimana, forse mese, le novità dovrebbero essere godibili anche dagli utenti italiani.
Un’ultima annotazione. Installato l’aggiornamento bisognerà abituarsi a utilizzare Google Maps come uno strumento di intelligenza artificiale, dimenticandone la funzione iniziale di semplice navigatore.
Tutti i software di AI, oramai familiari nella nostra quotidianità, richiedono una fase addestrativa. Parlare, chiedere, specificare, correggere: solo così l’App potrà apprendere abitudini, interessi, necessità che possano poi consentirgli di restituire informazioni sempre più personalizzate e cucite su misura.
Ovviamente, nella misura in cui se ne avverta davvero l’urgenza.
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