Pompe di calore in Italia: forse è proprio la volta buona

La nuova crisi energetica porta con sé un dato di fatto: le tecnologie alternative – come le pompe di calore – ci sono ed è il momento di adottarle. Ne parliamo con Paolo Curati, nuovo amministratore delegato di Vaillant
La crisi petrolifera e l’instabilità dei prezzi dell’energia possono rappresentare il vero punto di svolta per le pompe di calore anche in Italia. Due gli assunti di base: disponibilità di buoni prodotti, ma anche tecnici capaci di valutare bene l’installazione nelle case degli italiani.
GreenPlanner ha incontrato Paolo Curati, ad di Vaillant Italia, in occasione della Design week. Curati partecipava alla tavola rotonda pubblica organizzata dall’architetto Massimiliano Mandarini, presso l’Adi Design Museum.
Dunque, Curati lei è arrivato da qualche mese alla guida di Vaillant Italia e questo sembre essere il momento di svolta per le pompe di calore in Italia…
Il contesto attuale rende sempre più evidente quanto le fonti fossili siano esposte a rischi economici e geopolitici. Per Vaillant questo scenario non rappresenta una sorpresa, ma piuttosto la conferma che la direzione intrapresa da tempo è quella corretta.
Lo dimostrano anche investimenti strategici come la nuova Giga Factory di Senica, uno dei principali hub europei per la produzione di pompe di calore, con una capacità produttiva di 300mila unità l’anno.
Oggi le pompe di calore sono una tecnologia matura, affidabile ed efficiente. In Italia permangono ancora delle resistenze, spesso più culturali che tecniche, ma la combinazione tra aumento dei costi energetici, crescente attenzione alla sostenibilità e necessità di ridurre le emissioni può rappresentare un punto di svolta per accelerarne la diffusione.
I dati della European heat pump association (Ehpa) mostrano un ritardo significativo dell’Italia rispetto ad altri Paesi europei. Come si può colmare questo gap?
Il report Pump it up, pubblicato da Ehpa lo scorso marzo, rafforza un messaggio che Vaillant e l’intero settore del comfort domestico ribadiscono da tempo e cioè che la riduzione degli incentivi fiscali ha inevitabilmente rallentato il segmento residenziale in Italia.
A questo si aggiunge un patrimonio edilizio particolarmente eterogeneo e spesso datato. Per allinearci agli altri Paesi europei è necessario costruire un sistema che funzioni in modo strutturale con una visione di medio lungo periodo.
Occorrono incentivi stabili, regole chiare e una corretta informazione verso i consumatori. Da parte nostra, stiamo lavorando per rendere le pompe di calore sempre più adatte ai contesti reali italiani, in particolare negli interventi di sostituzione e riqualificazione, che rappresentano il vero potenziale di sviluppo del mercato.
È incoraggiante, infine, che anche Ehpa indichi prospettive positive per il 2026, supportate da primi segnali di ripresa anche nel settore residenziale.
Quanto è importante la preparazione della rete di installatori in questa transizione? La vostra rete è pronta a vendere meno caldaie a gas e più pompe di calore?
Crediamo fermamente che gli installatori siano uno degli anelli chiave della transizione energetica. Non è sufficiente avere un buon prodotto: è fondamentale che chi lo propone sia adeguatamente supportato e formato.
In Vaillant lavoriamo con la nostra rete per ampliare le competenze per saper proporre la soluzione più adatta rispetto alle singole esigenze sia che si tratti di pompe di calore che di sistemi ibridi.
Accanto al prodotto, mettiamo, infatti, a disposizione un ecosistema integrato di strumenti e servizi a supporto dei professionisti lungo tutte le fasi del progetto – dalla formazione alle piattaforme digitali fino alla prima rete di assistenza certificata R290 sul territorio.
A completare l’offerta, soluzioni come Garanzia 7 anni, contratti di manutenzione, servizi di connettività e programmi come Vaillant Premium che contribuiscono a rafforzare il valore dell’investimento e a generare nuove opportunità di business, accompagnando installatori e progettisti in un mercato in continua evoluzione.
Dal punto di vista tecnologico, cosa distingue in modo decisivo l’offerta Vaillant dai concorrenti?
Vaillant è pioniera nell’utilizzo del refrigerante naturale R290, caratterizzato da un Global Warming Potential estremamente ridotto (GWp pari a 0,02), tra i più bassi oggi disponibili sul mercato.
Accanto a questo, un elemento distintivo è rappresentato dall’innovazione tecnologica proprietaria, che si traduce anche in soluzioni brevettate pensate per semplificare l’installazione e migliorare l’integrazione nei contesti abitativi reali.
In questo ambito si inserisce la nostra nuova aroTherm pro, che integra la funzione brevettata Flexible Space: una soluzione progettuale che consente maggiore flessibilità in fase di installazione, riducendo al minimo le aree di rispetto e rendendo il sistema adatto anche a spazi ridotti e a interventi di riqualificazione.
La nuova aroTherm pro è inoltre in grado di raggiungere temperature di mandata fino a 70°C, assicurando massima flessibilità sia nelle nuove costruzioni ad alta efficienza sia negli interventi di riqualificazione energetica, anche in abbinamento a impianti esistenti.
Queste caratteristiche si accompagnano a un’elevata efficienza energetica, con classe ErP fino ad A+++ (scala D – A+++), che si traduce in una riduzione concreta dei consumi, dei costi in bolletta e dell’impatto ambientale dell’abitazione.
Il sistema garantisce inoltre un ampio campo operativo, da -25°C in riscaldamento fino a +46°C in raffrescamento, assicurando affidabilità e continuità di funzionamento in diverse condizioni climatiche. Disponibile in diverse taglie di potenza, aroTherm pro è progettata per adattarsi a molteplici esigenze abitative e impiantistiche.
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