Referendum, l’affluenza al termine del primo giorno di voto: in Liguria superato il 47%

Genova. L’affluenza in Liguria al termine del primo giorno di voto per il referendum sulla giustizia supera il 47%.
Poco dopo la chiusura di seggi il dato sul portale Eligendo era del 47,26 contro la media nazionale del 45,72%. A livello provinciale, nel genovesato aveva votato poco più del 47%, mentre nella provincia della Spezia l’affluenza sfiorava il 50%. A seguire Savona con il 48,07% e Imperia con il 40,77%.
A Genova, con poche decine di sezioni scrutinate, il dato dell’affluenza superava il 48% (48,63%).
Referendum, l’affluenza alle 19
Alle 19 era andato a votare il 41,95% degli aventi diritto nella regione, tra le affluenze più alte in Italia, dove la media nazionale si ferma al 38,90%.
Guardando alle province, quelle di Genova su attestava al 42,88% sopra Imperia (36,83%) e di poco sopra Savona (42,06), ma sotto La Spezia, provincia che registra l’affluenza più alta: 43,07%.
A Genova l’affluenza era del 43,01%. I Comuni con l’affluenza più alta sono Arenzano (48,86%), Cogoleto (48,47%) e Crocefieschi (48,72%).
Referendum, affluenza alle 12
Alle 12 di domenica in Liguria l’affluenza era intorno al 17,5%, più alta rispetto alla media nazionale, sotto il 15%.
Nella provincia di Genova l’affluenza superava il 18%. Nel capoluogo ligure era del 18,5%.
Referendum sulla giustizia: per cosa si vota e sino a quando
Si vota sino alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Gli aventi diritto possono votare per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ratificata dalle Camere: sulla scheda si sceglie tra Sì o No riguardo alla modifica di 7 articoli della Costituzione.
Il quesito è il seguente: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare?”.
La consultazione è confermativa: votando sì si approva la modifica. Non è previsto quorum, e a prescindere dall’affluenza vincerà la scelta che otterrà più voti.
La riforma istituisce la separazione delle carriere dei magistrati inquirenti e giudicanti, finora unite secondo Costituzione. Al posto di un solo Consiglio superiore della magistratura (organo di autogoverno della categoria) ne verrebbero istituiti due con i membri togati sorteggiati tra gli oltre 9mila in attività, e quelli laici estratti in liste scelte dalle Camere. Un’unica Alta Corte disciplinare, invece, potrà decidere sulle sanzioni) dei magistrati.
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