Ripescaggio Italia ai Mondiali, arriva un altro segnale poco incoraggiante
La Fifa continua a non prendere una posizione definitiva sulla partecipazione o meno dell’Iran ai campionati del mondo di calcio che andranno in scena dall’11 giugno al 19 luglio prossimi. E così rimane accesa la speranza per una serie di nazionali che non hanno staccato il biglietto per Canada, Messico (che ospiterà il match inaugurale tra i padroni di casa e il Sudafrica, ndr) e Stati Uniti: a sognare il ripescaggio a vario titolo sono Emirati Arabi, Oman, Danimarca, Bolivia, Nigeria e altre ancora, tra cui ovviamente l’Italia.
Da Los Angeles, dove l’Iran dovrebbe disputare due partite (il 16 giugno contro la Nuova Zelanda e il 21 contro il Belgio, ndr), non arriva un segnale incoraggiante per gli Azzurri: sta circolando sul web l’immagine di uno store nel quale sia la prima che la seconda maglia della nostra nazionale sono in vendita a metà prezzo. Evidentemente lì non ci credono più.
E poi ci sono le parole: a fare ulteriormente calare le speranze degli Azzurri ci ha pensato il presidente della Fifa Gianni Infantino, che intervenendo al forum Invest organizzato da CNBC ha affermato che l’Iran prenderà parte “sicuramente” alla Coppa del Mondo. “Sono andato a trovarli. Sono anche una squadra piuttosto forte. E vogliono davvero giocare, ed è giusto che giochino. Lo sport dovrebbe restare fuori dalla politica”, ha dichiarato il numero uno della Fifa, spiegando di aver incontrato la nazionale iraniana ad Antalya, in Turchia, circa due settimane fa.
Sul fronte della Casa Bianca si registra nel frattempo un’apertura significativa. Andrew Giuliani, responsabile della task force americana per i Mondiali FIFA 2026, ha dichiarato che le autorità statunitensi stanno preparando la partecipazione dell’Iran, nonostante le persistenti tensioni geopolitiche. “Non intendo parlare a nome della squadra iraniana, ma posso dire che il presidente, quando ne ho discusso con lui, ha invitato la nazionale iraniana a venire qui. Quindi li aspettiamo qui da noi”, ha affermato Giuliani. Una posizione che segna un netto ammorbidimento rispetto al precedente post su Truth di Donald Trump, in cui il presidente americano si era espresso in maniera decisamente più ostile e ambigua sulla questione, scrivendo che la nazionale iraniana sarebbe “benvenuta ai Mondiali”, ma che non riteneva “appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza”.
Il telecronista della Rai Alberto Rimedio ha sottolineato come la prima alternativa all’Iran potrebbe non essere europea, indicando negli Emirati Arabi Uniti, primi degli asiatici non qualificati dopo aver perso lo spareggio con l’Iraq, il candidato più naturale per una sostituzione diretta. Anche il Camerun ha fatto sentire la propria voce, rivendicando il diritto a essere incluso nel discorso ripescaggio e contestando l’idea che la Nigeria possa essere considerata automaticamente la candidata africana di riferimento. La data limite per qualsiasi decisione è fissata al 12 maggio: fino ad allora, tutto può ancora cambiare.
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