Sampdoria, Attilio Lombardo capo popolo: tanti i tifosi che sperano nella sua riconferma

Genova. Che Attilio Lombardo fosse un idolo per la tifoseria della Sampdoria non è mai stato un segreto. Da giocatore, da membro dello staff tecnico fino ad allenatore della prima squadra, “Popeye” ha attraversato ogni ruolo possibile, sempre accompagnato dall’affetto profondo del popolo blucerchiato.
Ieri al “Ferraris” è stato il protagonista assoluto: dalla Gradinata Sud, che lo ha chiamato sotto il settore per dargli il proprio tributo, fino al resto dello stadio e ai social, dove sono arrivati tantissimi messaggi di stima. Un riconoscimento che lo ha visibilmente emozionato al termine di un percorso intenso.
Nelle sette partite con Lombardo in panchina si è vista probabilmente la miglior Sampdoria, almeno dal punto di vista mentale, degli ultimi due anni. I 14 punti conquistati raccontano bene l’impatto del suo lavoro: più fiducia, maggiore solidità e anche sprazzi di qualità ritrovata da parte di giocatori che sembravano aver perso certezze e consapevolezza.
Ha allontanato gli incubi e condotto la squadra alla salvezza in un’altra stagione segnata da scelte spesso contestate. Tra le poche eccezioni proprio la sua figura e quella di Andrea Mancini: il direttore sportivo gode infatti della stima di buona parte dei tifosi, soprattutto dopo un mercato di gennaio che ha rinforzato sensibilmente la rosa.
Adesso però il club è chiamato a un passo ulteriore: costruire un progetto realmente competitivo e all’altezza delle ambizioni della piazza, che ieri ha chiesto a gran voce il ritorno in Serie A. Le strade sembrano essere due: affidarsi a un nuovo allenatore, con Lombardo che potrebbe comunque restare nello staff forte di un contratto fino al 2028 e di un legame mai in discussione, oppure scegliere definitivamente lui come guida tecnica, soluzione che sarebbe accolta con favore da una larga parte della tifoseria.
“Il mio futuro? Ho ancora una partita da giocare, mi godo questa vittoria. La società ha in mente di fare qualcosa, credo che l’abbiano sempre detto, poi vediamo. Godiamoci questa salvezza, il compito era questo. Quello che succede dopo non spetta a me”, ha spiegato in conferenza stampa. La palla passa al club.
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