Sanità, Fontana e Fedriga alle Ville Ponti: “L’ospedale-centrismo è superato, ora investire sul territorio”

«Mettere più soldi nella sanità non è l’unico modo per risolvere i problemi. Chi lo dice dimostra di non conoscere le vere criticità del sistema». È un messaggio netto quello lanciato dal Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, dal prestigioso palcoscenico di Ville Ponti a Varese, in occasione degli Stati Generali dell’Economia della Salute.
L’evento, che ha riunito i principali attori del settore per discutere la sostenibilità del sistema, ha visto il Governatore lombardo confrontarsi con il collega del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, sulla necessità di una governance territoriale più moderna ed efficiente.
Oltre l’ospedale: la sfida della cronicità
Per Fontana, la priorità assoluta è invertire la rotta dell’ospedale-centrismo. «L’ospedale deve diventare un punto eccezionale di riferimento», ha spiegato davanti alla platea varesina. «Le patologie devono essere intercettate prima, sul territorio, attraverso un rapporto diretto tra medicina e paziente e una presa in carico reale dei malati cronici».

A supporto di questa tesi, Fontana ha citato i numeri emblematici dell’ATS Milano: nel 2024 l’offerta di prestazioni è aumentata del 2%, ma la domanda è esplosa con un +27%. «È chiaro che qualcosa non funziona. Dobbiamo insistere su prevenzione, tecnologia e telemedicina per dare risposte che siano sostenibili nel tempo».

Il nodo della medicina difensiva
Un punto di forte convergenza tra i due presidenti riguarda la responsabilità professionale. Fedriga ha sottolineato come la «medicina difensiva» stia saturando il sistema, generando un eccesso di esami spesso non necessari per timore di contenziosi legali. «Dobbiamo difendere i medici e riformare il sistema insieme ai professionisti della medicina generale», ha ribadito il presidente del Friuli Venezia Giulia, evidenziando come l’innovazione tecnologica (come le ecografie supportate da IA in mano ai medici di base) possa già oggi sfoltire le liste d’attesa.

Pubblico e privato: un’alleanza guidata
Sul tema del rapporto tra pubblico e privato convenzionato, Fontana ha difeso il “modello lombardo”: «Funziona bene perché è il pubblico a dirigere l’attività del privato. Non è il privato a scegliere le operazioni più remunerative, ma è il pubblico che gli chiede di intervenire laddove ci sono le maggiori criticità da abbattere, come stiamo facendo per le liste d’attesa».
Dello stesso avviso Fedriga, che ha definito «propaganda» la contrapposizione ideologica tra i due settori: «Il privato convenzionato esercita un servizio pubblico. Senza questo supporto, il sistema nazionale non riuscirebbe a garantire il diritto alla salute».

Responsabilità e scelte coraggiose
In chiusura, un richiamo alla responsabilità della classe politica nel fare scelte talvolta impopolari ma necessarie, come la riorganizzazione dei punti nascita con pochi numeri, che risultano «pericolosi più che comodi». «Dobbiamo allontanarci dalla propaganda», ha concluso Fedriga, «e puntare su una progettualità di medio-lungo termine che metta al centro la sicurezza reale del cittadino».
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