Sanremo 2026, la notte delle cover illumina l’Ariston

La serata di Sanremo 2026 dedicata alle cover ha mantenuto le sue promesse e ci ha regalato la serata più piacevole di questo grigio Sanremo.
Cocondotta da Bianca Balti, tornata ad un anno di distanza dalla sua prima apparizione all’ariston, e da Alessandro Siani la serata ha visto trenta performance tutte interessanti – ognuna a suo modo – aperte da un tormentone intramontabile come “Asereje” cantato da Elettra Lamborghini con le Las Ketchup. Dopo di loro, persino Eddie Brock è parso bravo: ha duettato con Fabrizio Moro in “Portami via”. Malgrado paresse un clone della Consoli, più che unna performer, è stata suggestiva anche Mara Sattei con Mecna ne “L’ultimo bacio”.
Non proprio un duetto quello di Patty Pravo con Timofej Andrijashenko, che è un noto ballerino: ma “Ti lascio una canzone” è stato un omaggio tra grandi a Ornella Vanoni. Levante con Gaia con il successo della Nannini “I maschi” hanno regalato un bel duetto dal punto di vista vocale e anche una bella dose di malizia. Malika Ayane e Claudio Santamaria si sono esibiti in una bella versione di “Mi sei scoppiato dentro il cuore”: Santamaria in particolare ha mostrato una insospettabile intonazione, e non ha affatto sfigurato con la grande voce di Malika.
Grande la performance delle Bambole di Pezza con Cristina D’Avena che non solo hanno reso rock la sigla di “Occhi di gatto” ma l’hanno addirittura mixata con i Led Zeppelin. Raffinatissima la performance di Dargen D’Amico che sotto il titolo di “Su di noi”, il successo di Pupo – che ha cantato con lui, malgrado le sue frequentazioni russe – ha creato una perfomance potentemente contro la guerra, recitando “Il disertore” di Ivano Fossati e tenendo in sottofondo Gam Gam, la canzone ebraica portata al successo dal film Jona che visse nella balena diventata ormai inno della Giornata della memoria. Ancora una volta, Dargen D’Amico ha mostrato che la sua aria scanzonata non significa superficialità. Tommaso Paradiso con Stadio ha interpretato fedelmente “L’ultima luna” di Dalla, Michele Bravi con Fiorella Mannoia hanno omaggiato Ornella Vanoni con “Domani è un altro giorno”.
Tredici Pietro ha riservato una delle megasoprese della serata duettando con suo padre Gianni Morandi. sulle note di “Vita”, Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas hanno proposto una delicata versione de “Il mondo”. Fulminacci e Francesca Fagnani si sono spiritosamente messi nei panni di Mina e Alberto Lupo con “Parole Parole Parole”. LDA & AKA 7EVEN hanno riportato Tullio De Piscopo sul palco aon la sua “Andamento lento”.
Raf con The Kolors hanno interpretato “The riddle” il brano anni 80 di Nik Kershaw riportato in auge da Gigi D’Agostino. Bellissima anche la performance di J-Ax di “E la vita, la vita” adattata ai tempi d’oggi: a cantare con lui c’erala Ligera County Fam, cioè Ale & Franza, Paolo Rossi, Paolo Iannacci e Cochi Ponzoni, che quella canzone l’aveva cantata con Renato Pozzetto negli anni ’70.
Dopo di loro, Ditonellapiaga con TonyPitony hanno portato l’Ariston negli Stati Uniti degli anni ’50 con “The lady is a tramp”. Enrico Nigiotti con ALFA hanno interpretato “En e Xanax” di Samuele Bersani. Serena Brancale ha esagerato: ha duettato con il cantante jazz americano Gregory Porter e la rivelazione di XFactor Delia. Tre pazzesche personalità che hanno fatto gran sfoggio di voce ma non di equilibrio: ma sono state comunque interessantissime da ascoltare cantare “Besame Mucho”. Grande confusione organizzata nella cover di Sayf con Alex Britti e Mario Biondi “Hit the Road Jack” è un classico, e la festa tanta: ha coinvolto nella coreografia persino sua mamma. Francesco Renga con Giusy Ferreri hanno cantato “Ragazzo solo, ragazza sola” la versione italiana di Space Oddity: che ha deluso i fan di David Bowie, ma non i fan dei due cantanti. Arisa, raffinatissima, ha cantato con il Coro del Teatro Regio di Parma “Quello che le donne non dicono”, Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci ha divertito con una versione superlatina di “Baila Morena” di Zucchero, Sal Da Vinci ha riportato Michele Zarrillo sul palco di Sanremo per cantare la sua “Cinque giorni”. Fedez & Masini hanno interpretato – con rap – “Meravigliosa Creatura” insieme al violoncellista dei 2Cellos Stjepan Hauser. Ermal Meta con Dardust ha cantato “Golden Hour”, Nayt con Joan Thiele si sono confrontati con De Andrè e “La canzone dell’amore perduto”. Luchè con Gianluca Grignani hanno interpretato “Falco a metà” Chiello con maestro Saverio Cigarini hanno interpretato “Mi sono innamorato di te“ e Leo Gassmann con Aiello hanno intensamente interpretato“Era già tutto previsto”.
La serata si è conclusa all’1.30 con la proclamazione di una vittoria inattesa: quella di Ditonellapiaga e Tony Pitony.
Intanto, la serata ha avuto come “extra” Francesco Gabbani al Suzuki Stage di Piazza Colombo, mentre Max Pezzali ha cantato i suoi successi dalla nave Costa Toscana. Il Premio alla carriera della Città di Sanremo è stato dato a Caterina Caselli, ricordando il suo debutto del 1966 con “Nessuno mi può giudicare” mentre il professore social Vincenzo Schettini** propone un approfondimento sul delicato tema delle dipendenze.
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