Siglati tre accordi bilaterali, un memorandum e un’intesa al Forum imprenditoriale Italia-Kenya

Aprile 21, 2026 - 06:00
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Siglati tre accordi bilaterali, un memorandum e un’intesa al Forum imprenditoriale Italia-Kenya

Sono tre gli accordi firmati dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e dal primo ministro e ministro degli Affari esteri keniota, Musalia Mudavadi, a margine del Forum imprenditoriale Italia-Kenya, ospitato oggi a Roma. Il primo si propone di rafforzare la cooperazione giudiziaria penale, in particolare in materia di trasferimento delle persone condannate in assenza di uno strumento internazionale applicabile tra Italia e Kenya. Quest’ultimo non ha aderito alla Convenzione del Consiglio d’Europa del 21 marzo 1983, la quale costituisce lo strumento giuridico di più ampia applicazione al fine dell’esecuzione delle condanne definitive nel rispettivo Paese di origine. Il secondo prevede un dono di 4 milioni di euro, deliberato dal Comitato congiunto della Cooperazione italiana allo sviluppo il primo agosto 2024, con l’obiettivo di accrescere la resilienza climatica delle popolazioni che vivono nelle aree aride e semi-aride in Kenya. La terza iniziativa, del valore di 4 milioni di euro, è stata deliberata il 16 dicembre 2024 dal Comitato congiunto di Cooperazione allo sviluppo, con l’obiettivo di migliorare i servizi per le vittime di violenza di genere, fornire loro assistenza psicologica e promuovere l’autonomia economica delle donne nelle Contee target di Kisumu, Mombasa, Kilifi, Busia e Nyeri.

Oltre ai tre accordi, Cassa depositi e prestiti (Cdp) ha sottoscritto con Equity Bank – seconda banca commerciale del Kenya – un memorandum d’intesa volto a promuovere iniziative commerciali tra imprese italiane e keniote con l’obiettivo di ampliare le relazioni commerciali tra i due Paesi in settori di comune interesse, fra cui quello conciario. Firmato inoltre un contratto di finanziamento di 30 milioni di euro da parte di Cdp in favore di Equity Bank, finalizzato ad ampliare il portafoglio crediti della banca in favore delle micro, piccole e medie imprese. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del programma Terra, promosso da Cdp, Unione europea, con il supporto tecnico della Fao per accelerare la transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili, rafforzando l’accesso al credito e la tutela della biodiversità. Infine, Sace, Simest e Assomac hanno segnalato l’intenzione di sottoscrivere in tale occasione una intesa tra di loro, finalizzata al supporto finanziario della filiera italiana della pelle nel Paese africano.

La presidenza keniota ha precisato che i progetti fanno parte di tre pilastri prioritari nazionali: irrigazione, ampliamento delle infrastrutture e accelerazione della produzione energetica, con l’obiettivo di sostenere la trasformazione economica del Kenya. Come hanno confermato al quotidiano “The Star” fonti a conoscenza del dossier, a Nairobi preme in modo particolare assicurare il futuro delle dighe di Arror, Kimwarer e Itare, la cui costruzione finanziata dall’Italia era stata bloccata nel 2019, dopo che il governo keniota dell’allora presidente Uhuru Kenyatta denunciò un presunto caso di corruzione nell’appalto concesso all’impresa edile ravennate Cmc. La diga di Itare è rimasta ai tempi incompiuta per il 27 per cento, mentre i lavori di Arror e Kimwarer non sono avanzati in modo significativo.

Grazie alla visita del presidente Sergio Mattarella a Nairobi, nel marzo del 2023 il governo del Kenya ha raggiunto un accordo con Cmc, dopo che questa ha ritirato un ricorso arbitrale presso L’Aja. Tuttavia, se la costruzione di Itare e Arror dovrebbe riprendere, i lavori sul sito di Kimwarer rimangono fermi a causa di problemi tecnici irrisolti. L’amministrazione Ruto inquadra la ripresa dei lavori per le dighe fra le priorità del suo programma di sviluppo nazionale. Il governo di Nairobi prevede di estendere l’irrigazione a 2,5 milioni di acri di terreno entro sette anni, una misura che dovrebbe rafforzare la sicurezza alimentare e permettere al Kenya di posizionarsi come esportatore agricolo. Nel suo discorso sullo Stato della nazione tenuto in parlamento lo scorso novembre, Ruto ha spiegato che obiettivo del governo è quello di costruire in tutto il Paese 50 grandi dighe, 200 di piccole e medie dimensioni e migliaia di micro-dighe.

“Un Paese industriale come l’Italia ha bisogno del Kenya, in quanto Paese ricco di materie prime, per questo guardiamo con grande attenzione alle straordinarie potenzialità del mercato keniota con un’ottica da amici fraterni e vincente per entrambi”, ha detto Tajani, nel corso del Forum imprenditoriale Italia-Kenya. “Il Business forum di oggi corona una giornata che segna un momento fondamentale nelle relazioni tra Kenya e Italia, due Paesi amici che vogliono continuare a lavorare insieme. Gli incontri di oggi sono stati molto positivi, conclusi con una serie di accordi importanti. Per questo governo l’Africa è un continente fondamentale, che ha sempre dimostrato grande attenzione e grande interesse per l’Italia e per l’Europa, e noi non possiamo disattendere questa richiesta di amicizia nei nostri confronti”, ha detto il vicepremier, affermando che “sarebbe un grave errore non considerare l’Africa un nostro partner fondamentale”.

“Noi crediamo molto nella diplomazia della crescita. L’Italia è la seconda potenza industriale europea, il Paese che dopo la Cina ha la maggiore varietà di produzione: noi vogliamo contare sulla qualità del nostro saper fare, sulla capacità di realizzare prodotti di grande qualità e guardiamo con grande interesse al mercato keniota che ha straordinarie potenzialità”, ha proseguito Tajani, auspicando la realizzazione di progetti di crescita economica e industriale congiunto. “Dobbiamo lavorare insieme mano nella mano”; ha concluso il ministro, sottolineando come anche il turismo agevoli queste relazioni.

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