Tagliatore nel 2025 supera i 40 milioni e guarda all’America e all’Asia
Tagliatore continua a scommettere sul womenswear. La collezione autunno/inverno 2026-27 della casa di moda pugliese della Confezioni Lerario, presentata venerdì scorso in occasione della Milano fashion week, rappresenta infatti una sintesi tra tradizione sartoriale e innovazione. E nonostante le sfide del mercato, il brand ha chiuso il 2025 con un fatturato che ha superato i 40 milioni di euro, con l’Italia che continua a rappresentare circa il 50% del volume complessivo. Per l’esercizio fiscale 2026 Tagliatore invece prevede di mantenere una posizione stabile, mirando a consolidare i risultati raggiunti.
Come anticipato, la label sta consolidandosi anche nell’ambito femminile, dove il peso della linea donna è arrivato a rappresentare tra il 15% e il 20% dell’intera produzione. “La moda sta cambiando” ha specificato a Pambianconews Pino Lerario, co-owner e direttore creativo della casa di moda. “È da qualche anno che i volumi, sia per l’uomo che per la donna, stanno evolvendo. Noi lo stiamo vivendo sulla nostra pelle, perché ogni anno abbiamo l’esigenza di creare nuove strutture, nuovi abiti. Questi possono essere camicie interpretate come abiti, quindi anche delle camicie con un gusto più moderno, come quelle con il collo coreano. Si sta andando verso una direzione diversa.”
Con una lente sulla collezione, presentata nella suggestiva cornice del giardino d’inverno del Caffè Floretta dell’Hotel Carlton, questa si sviluppa attorno a una ricerca materica specifica, con l’utilizzo di tessuti ricchi e avvolgenti come seta, cashmere, mohair e mischie sofisticate che conferiscono ai capi una sensazione di comfort e raffinatezza. “Le materie prime sono nobili e preziose, come da tradizione del brand”, ha sottolineato Lerario. “Questi tessuti danno vita a capi che trasmettono una sensazione autentica al contatto con il corpo”.
E per quanto riguarda il design, la collezione autunno/inverno 2026-27 di Tagliatore punta su una palette cromatica che alterna marroni caldi, tonalità neutre e naturali, con un uso deciso delle fantasie. “Lo stile british dialoga con un animalier intenso e contemporaneo, creando contrasti sofisticati ma mai eccessivi”, ha commentato il direttore creativo. “La camicia diventa protagonista, non solo come indumento da giorno, ma anche come elemento stilistico che si inserisce in una visione più ampia di eleganza moderna”. Il risultato di questa ricerca si traduce in una proposta per una femminilità consapevole e sofisticata, dove abiti che sfiorano la caviglia, gonne a ruota e pencil skirts definiscono una bellezza raffinata ma mai eccessiva. “La collezione donna oggi è un full look”, ha asserito Lerario. “Ogni pezzo si integra perfettamente con gli altri, creando un’offerta completa che va oltre la giacca o il cappotto, puntando su una visione moderna e completa dell’eleganza”.
La collezione maschile, invece, si distingue per il taglio a clessidra delle giacche, con un punto vita più segnato e spalle pronunciate, creando una silhouette elegante e dai toni femminili. I pantaloni sono caratterizzati da volumi morbidi, mentre le giacche sono realizzate con tessuti nobili come il cashmere e il cammello.
In ultima battuta, livello distributivo, il brand oggi è diffuso in più di 600 clienti multimarca in tutto il mondo, 60 gli indirizzi solo in Giappone, dove sta cercando uno showroom di maggiori dimensioni a Tokyo. “Siamo in Giappone dal 2010 e abbiamo ottimi risultati di vendita – specifica Lerario -. Il Giappone è sempre stato uno dei nostri mercati più importanti. Non è un mercato facile, ma ci dà la possibilità di crescere perché è un mercato molto attento e selettivo”.
Infine, la casa di moda di Martina Franca, oltre a svilupparsi sui mercati consolidati, guarda a una maggiore diffusione in Europa e nei mercati più difficili, come quello asiatico e americano, che pur con le sue peculiarità, rappresenta una sfida interessante per Tagliatore. “L’America ha esigenze diverse, i gusti sono diversi, ma ci stiamo adattando e cercando di portare il nostro stile anche in quel mercato”, conclude Pino Lerario.
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