Tram deragliato a Milano, la Procura indaga sul sistema frenante “a uomo morto”
Proseguono gli accertamenti dopo che un tram Atm, venerdì pomeriggio a Milano, in via Vittorio Veneto, è deragliato causando due morti e 48 feriti. Le autorità stanno effettuando dei controlli anche sul sistema frenante “a uomo morto” del Tramlink della linea 9. È quanto si apprende sull’inchiesta della Procura che verrà aperta nelle prossime ore con l’ipotesi di omicidio colposo una volta che la pm Elisa Calanducci avrà ricevuto gli atti dagli investigatori della polizia locale.
Gli aspetti al vaglio degli inquirenti
Uno degli aspetti da vagliare sarà proprio il funzionamento del dispositivo di vigilanza dei tram moderni e di ultima generazione, come i mezzi Atm da 25 metri e 66 posti a sedere, progettato per arrestare automaticamente la corsa in caso di incapacità provvisoria del conducente a causa di malori o svenimenti, come ha dichiarato ieri in ospedale il 60enne tranviere che era alla guida del mezzo. Il sistema si basa sulla pressione che l’autista deve mantenere costante su un pedale o su un pulsante/leva e che, in caso di rilascio oltre un certo limite temporale che può variare dai pochi secondi al mezzo minuto, porta al disinserimento automatico della trazione e applica la frenata di emergenza per portare all’arresto.
Approfondimenti sul cellulare del conducente
La finestra temporale in cui si è sviluppato l’incidente di viale Vittorio Veneto, che ha fatto due vittime e 48 feriti, potrebbe però essere troppo ristretta per aver permesso al sistema di emergenza di entrare in azione. La Procura, mentre proseguono anche gli approfondimenti sul cellulare del conducente per capire se non fosse impegnato in telefonate o distratto, sta valutando se affidare a un esperto una consulenza cinematica.
Le vittime dell’incidente di Milano
Una delle vittime dell’incidente si chiama Francesco Lavia, 60 anni. E’ stato trovato sotto il mezzo ma, secondo quanto ricostruito dalla polizia locale, era seduto nei posti posteriori del tram e sarebbe stato sbalzato all’esterno della violenza dell’urto. L’uomo viaggiava insieme alla sua compagna, ricoverata in codice rosso al Fatebenefratelli. Morto anche un cittadino senegalese (di cui ancora non si conosce l’identità) che si trovava sul mezzo: portato in codice rosso al Niguarda già in arresto cardiaco, è deceduto al suo arrivo in ospedale.
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