Tram deragliato, il precedente a Roma nel 2001: le analogie

Mar 3, 2026 - 10:30
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Tram deragliato, il precedente a Roma nel 2001: le analogie

Ha provocato due vittime e una cinquantina di feriti l’incidente tranviario avvenuto venerdì scorso a Milano, in viale Vittorio Veneto. Il conducente del tram deragliato – iscritto nel registro degli indagati per disastro ferroviarioomicidio colposo e lesioni colpose – ha riferito agli inquirenti di aver avuto un malore.

Errore umano, malfunzionamento dei sistemi di sicurezza o malore del conducente? Con le indagini in corso e la stessa pm che non esclude “alcuna delle ipotesi relative alle cause dell’evento”, è troppo presto per dirlo, ma qualche indizio potrebbe arrivare da un caso analogo verificatosi a Roma esattamente 25 anni fa. Era il primo marzo 2001 quando il tram numero 8 deragliò urtando una barriera in ferro e precipitando oltre il capolinea di Casaletto. All’epoca non ci furono vittime, ma oltre una ventina di feriti. 

Le indagini della Procura di Milano

Intanto la procura di Milano sta cercando di capire se il sistema di sicurezza, che attiva la frenata automatica in caso di emergenza, sia entrato o meno in funzione. Si tratta del cosiddetto pulsante ‘dell’uomo morto’. Il tasto, se non viene premuto in modo costante dal conducente, fa scattare un allarme acustico e quindi, dopo pochi secondi, si attivano i freni di emergenza. 

Nel decreto con cui ha disposto il sequestro delle comunicazioni tra il tranviere e la centrale operativa dell’Atm, la pm Elisa Calanducci scrive che il conducente “ometteva di regolare adeguatamente la velocità del mezzo mentre si trovava in prossimità di una fermata e dell’intersezione stradale tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto”. 

Svoltava quindi “a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento della vettura, che si schiantava contro l’edificio posto all’angolo, cagionando un disastro ferroviario”.

Tram deragliato, il precedente a Roma nel 2001: le analogie
Stefano Porta/LaPresse

Il precedente: il tram numero 8 a Roma

“Nel 2001 a Roma successe proprio la stessa cosa: il tram saltò l’ultima fermata e, prendendo velocità, finì oltre il capolinea sopraelevato. Dopo una serie di accertamenti scoprimmo che il conducente aveva avuto un malore e aveva perso conoscenza”, ricorda a LaPresse Franco Lopes, all’epoca assistente del direttore d’esercizio di Atac. 

“In quel caso emerse poi che il famoso uomo morto, per questioni di praticità, era stato disattivato. All’epoca succedeva spesso che venisse spento, per evitare che entrasse in funzione durante le manovre e in altre situazioni in cui non c’era alcun pericolo”, aggiunge Lopes. 

Con la conseguenza però che, “nel momento in cui serviva, non funzionava. Fu proprio in quell’occasione – conclude l’esperto – che l’Atac introdusse un sistema che ribattezzammo ‘uomo attivo’, che monitorava i movimenti del conducente e arrestava il tram in caso di movimenti anomali”. 

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Redazione Redazione Eventi e News