Tunisia: fuga dei medici specialisti, emergenza economica e sanitaria

Mar 16, 2026 - 22:30
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Tunisia: fuga dei medici specialisti, emergenza economica e sanitaria

La fuga dei medici specialisti, in particolare dei cardiologi, è diventata per la Tunisia una vera emergenza economica oltre che sanitaria. Secondo quanto riporta il quotidiano nazionale “La Presse”, l’esodo di competenze altamente qualificate genera costi diretti e indiretti insostenibili per le finanze pubbliche e per le famiglie tunisine, indebolendo la struttura degli ospedali e spingendo l’utenza verso il settore privato o verso cure all’estero. Ogni specialista che lascia il Paese rappresenta un investimento pubblico perduto: lo Stato finanzia la formazione di professionisti che poi operano in sistemi sanitari stranieri. Questo fenomeno comporta un allungamento dei tempi di attesa e una carenza di cure. La dottoressa Lilia Zakhama, primaria di cardiologia presso l’ospedale delle Forze di sicurezza interna di La Marsa, sottolinea la necessità di una strategia nazionale immediata. Zakhama evidenzia inoltre che l’assenza di strumenti nazionali per misurare l’impatto economico dell’esodo costituisce una “debolezza strutturale”. La carenza di cardiologi non solo mette a rischio la sicurezza sanitaria, ma rende i servizi ospedalieri meno efficienti e più costosi da gestire. Per affrontare questa situazione, gli esperti propongono una ristrutturazione profonda dell’offerta sanitaria, centralizzando le attività ad alta complessità in poli regionali di riferimento e rivedendo i contratti tra pubblico e privato.

Un ruolo essenziale -evidenzia “La Presse” – potrebbe essere svolto dall’innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale, se integrata correttamente nel sistema nazionale, può migliorare la diagnostica e ottimizzare le spese, a patto che non si limiti all’acquisto di software stranieri costosi, ma si sviluppino strumenti adattati al contesto tunisino. La strategia proposta punta non solo a formare nuovi medici – operazione ritenuta “economicamente priva di senso” se finalizzata all’esilio – ma anche a creare un quadro istituzionale che coinvolga la diaspora medica. L’obiettivo è trasformare la fuga dei cervelli in una risorsa attraverso telemedicina, missioni temporanee e collaborazioni nella ricerca, integrando i medici all’estero nel tessuto economico e scientifico della Tunisia. In sostanza, affrontare l’esodo dei medici significa proteggere i pazienti, razionalizzare i servizi ospedalieri, sfruttare la tecnologia e valorizzare la diaspora. Solo così la Tunisia potrà trasformare un problema sanitario in un’opportunità di sviluppo.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia