Udienza Generale, Leone XIV: “Ogni battezzato è chiamato a dare testimonianza di Cristo”
Nel corso dell’Udienza Generale, Papa Leone XIV è tornato a riflettere sui Documenti del Concilio Vaticano II, soffermandosi sulla Costituzione dogmatica Lumen gentium. Al centro della catechesi, il ruolo del popolo di Dio nella missione della Chiesa, attraverso il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo e rafforzato dalla Cresima. Il Santo Padre ha evidenziato come ogni battezzato sia chiamato a essere protagonista dell’evangelizzazione, partecipando all’opera sacerdotale, profetica e regale di Cristo. Una riflessione che richiama l’unità della Chiesa e la responsabilità condivisa nella testimonianza della fede.
Le parole del Santo Padre
Papa Leone XIV, nel corso dell’Udienza Generale, riprende il ciclo di catechesi su “I Documenti del Concilio Vaticano II”, incentrando la sua meditazione sul tema riguardante la Costituzione dogmatica “Lumen gentium”: “Il popolo messianico riceve da Cristo la partecipazione all’opera sacerdotale, profetica e regale in cui si attua la sua missione salvifica. I Padri conciliari insegnano che il Signore Gesù ha istituito mediante la nuova ed eterna Alleanza un regno di sacerdoti, costituendo i suoi discepoli in un «sacerdozio regale». Questo sacerdozio comune dei fedeli viene donato con il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità ea «professare la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa»”, così esordisce il Santo Padre. Ricorda il sacramento della Confermazione o Cresima nel quale “tutti i battezzati «vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l’opera, come veri testimoni di Cristo»”, cita sempre il documento conciliare del 1964.
Il sacerdozio
“L’esercizio del sacerdozio regale avviene in molti modi, tutti tesi alla nostra santificazione, anzitutto partecipando all’offerta dell’Eucaristia. Mediante la preghiera, l’ascesi e la carità operosa testimoniamo così una vita rinnovata dalla grazia di Dio” ricorda il pontefice. Una missione, quella dei laici, che – a detta dei padri conciliari – partecipa a quella “missione profetica di Cristo”. Ribadisce che “il senso della fede appartiene dunque ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”. Il documento conciliare concentra l’attenzione proprio su quest’ultimo aspetto “e lo mette in relazione all’infallibilità della Chiesa, a cui inerisce, servendola, quella del Romano Pontefice” precisa il papa.
La Chiesa
Infine, ribadisce: «La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che includono ovviamente i pastori, non può errare nella fede: l’organo di questa sua proprietà, fondata sull’unzione dello Spirito Santo, è il soprannaturale senso della fede di tutto il popolo di Dio, che si manifesta nel consenso dei fedeli. Da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa” conclude Papa Leone XIV.
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