Valentino Rossi-Marc Marquez, una leggenda del Motomondiale fa la sua scelta e riaccende il dibattito

Aprile 15, 2026 - 01:00
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Valentino Rossi-Marc Marquez, una leggenda del Motomondiale fa la sua scelta e riaccende il dibattito

Valentino Rossi e Marc Marquez di nuovo a confronto, anche se soltanto a parole: in cima alla lista dei migliori piloti della storia del Motomondiale, infatti, il sei volte iridato Jim Redman inserisce proprio il ‘Dottore’ e l’attuale campione del mondo (con una leggera preferenza per quest’ultimo), spiegando i motivi per cui entrambi non solo hanno saputo raccogliere il testimone da campioni come Mike Hailwood, Giacomo Agostini o Kenny Roberts senior (altri centauri citati dallo stesso Redman), ma lo hanno fatto ridefinendo lo stesso sport.

“Valentino Rossi è l’uomo che ha cambiato per sempre la definizione di pilota – ha detto Redman in una lunga intervista al portale spagnolo ‘Marca’ -. Con lui in pista, le gare erano diventate qualcosa di completamente diverso: non si trattava più solo di velocità, coraggio o tecnica, era una questione di mente. Rossi non correva soltanto contro di te, ti studiava. Imparava i tuoi schemi, le tue debolezze, la curva in cui esitavi, il momento esatto in cui la tua fiducia si incrinava. E usava tutto questo contro di te”.

Per spiegare Valentino, Redman ha citato lo storico sorpasso all’ultima curva del GP di Catalogna 2009 ai danni di Jorge Lorenzo: “Ai miei tempi, una manovra così sarebbe stata un suicidio. Le gomme e i freni non avrebbero retto. Ma Rossi aveva qualcosa che noi non avevamo: informazioni. Conosceva la gomma, il grip… e soprattutto conosceva Lorenzo. Sapeva esattamente dove colpire. Questa era la sua genialità. Non solo il talento in sella, ma la capacità di leggere la gara e l’avversario, spezzando la sua resistenza nel momento perfetto”.

Rossi era sembrato, al vincitore dei Mondiali 250 nel 1962, 125 e 250 nel 1963, 350 dal 1962 al 1965, letteralmente inarrivabile, “Almeno finché non ho visto salire in moto un ragazzo di Cervera. La prima volta che vidi Marc Marquez pensai che fosse un incosciente. Cadeva, ricadeva, e poi cadeva ancora. Ai miei tempi, uno che cadeva così tanto sarebbe morto oppure avrebbe lasciato le corse. Non c’era una terza opzione. Lo guardai e pensai che non sarebbe durato. Ma poi iniziai a osservarlo più da vicino…”.

“Lui guida molto oltre il limite: la caduta è il prezzo, il pedaggio. Lui lo paga e torna ogni volta – ha aggiunto, parlando del numero 93 -. Ho passato tutta la mia carriera pensando che la grandezza fosse stare dentro il limite, controllare il rischio, sopravvivere. Ma Marquez mi ha costretto a ripensare tutto. Lui non resta dentro il limite, non lo sopporta: se ne appropria. Altri piloti sono leggende, ma se a 94 anni mi chiedi chi è il più grande, c’è una sola risposta: quello che ha trasformato l’impossibile in routine”.

Parole, quelle di Jim Redman, destinate a riaccendere la discussione tra i fan dei due campionissimi, che in due hanno collezionato ben diciotto Mondiali, equamente ripartiti.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia