Qui Firenze, calcio in carcere nel ricordo di Nicola

Aprile 17, 2026 - 00:00
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Qui Firenze, calcio in carcere nel ricordo di Nicola

L’ Unione italiana sport per tutti-Uisp Firenze, da 15 anni, svolge attività sportiva all’interno delle case circondariali di Sollicciano e “Mario Gozzini” di Firenze e, dal 2025, anche nell’istituto penale minorile di via della Scala. Ha dato vita alla polisportiva Solliccianese, che oltre alle attività di routine (ginnastica e palestra), promuove la pallavolo femminile, il podismo, il trekking e il calcio: ha avuto inizio il primo torneo ufficiale a 11 Uisp. «Questo progetto è l’ennesimo esempio dell’applicazione concreta dell’acronimo Uisp dove lo sport è davvero per tutti, a cominciare dalle persone più fragili», dice Franco Dardanelli, segretario generale Uisp Firenze e presidente della Solliccianese, «che nasce per offrire una finalità, uno stimolo alle varie attività e per accompagnare queste persone – attraverso lo sport – a un ritorno alla vita normale e favorire i contatti con l’esterno».

Sei squadre per il torneo a 11

Come primo esempio concreto della Solliccianese, «abbiamo organizzato questo torneo di calcio intitolato a Nicola Zuppa, storico educatore all’interno delle case circondariali fiorentine, prematuramente scomparso». Al torneo partecipano sette squadre: oltre alla Solliccianese, Football club palazzo Vecchio (consiglieri comunali e di quartiere, dipendenti del comune di Firenze), Ussi Toscana, Istituto superiore Leonardo Da Vinci, Vigili del fuoco, San Michele progetto dentro/fuori, Circolo Rondinella del Torrino.

«Si tratta di realtà non strutturate, che si sono formate appositamente per questa occasione, che va ben oltre l’aspetto meramente sportivo». La partita inaugurale si è svolta sabato 28 febbraio nel campo sportivo all’interno della casa circondariale di Sollicciano, ha visto prevalere (5-4) i giornalisti sportivi dell’Ussi Toscana sulla Solliccianese. La seconda ha visto la squadra dei detenuti di Sollicciano in campo contro i Vigili del fuoco, persa 1 a 2. «La prossima partita è prevista per il 18 aprile, il sabato precedente si è svolta Vivicittà, la corsa podistica prevista in tutta Italia, anche nella casa circondariale “Mario Gozzini”, alla quale hanno aderito sia detenuti sia persone esterne».

Come nasce l’idea

«L’idea della Solliccianese nasce dall’allora presidente di Uisp Firenze Marco Ceccanti, che poi è diventato presidente regionale», prosegue Dardanelli. Il consiglio direttivo della Solliccianese è formato, oltre che dal presidente Franco Dardanelli, da Emilio Lastrucci, responsabile politiche sociali Uisp Firenze (vicepresidente), Valeria Vitrani, direttrice casa circondariale Sollicciano (consigliera), Gabriella Bruschi, presidente Uisp Firenze (consigliera), Alessandro Pelli, responsabile settore calcio Uisp Firenze e istruttore all’interno di Sollicciano (consigliere).  

L’importanza di avere un obiettivo

«C’è la partita, che dura un’ora e mezza, che diventano due ore circa con la preparazione e il riscaldamento. Però c’è un prima e c’è un dopo. La sistematicità di fare un torneo vero e proprio, con scadenze più o meno definite, fa sì che queste persone si allenino con uno scopo», continua Dardanelli. Ovviamente la Solliccianese gioca tutte le partite in casa. «Solitamente, nella casa di reclusione si gioca ogni 15 giorni, coloro che devono andare a giocare all’interno di Sollicciano devono presentare una lista di nominativi, che noi dobbiamo inoltrare al ministero della Giustizia: c’è tutto un iter per ottenere il nulla osta finale, quindi non si può giocare tutte le settimane oppure in date ravvicinate».

Il periodo che intercorre fra una partita e un’altra è tutto dedicato all’allenamento, «finita una sfida dopo due giorni si pensa già alla successiva, c’è l’attesa, che fa parte essa stessa del progetto. In una realtà come quella del carcere dare alle persone una motivazione ad allenarsi, a pensare, a condividere un obiettivo è molto importante».

Lo sport aiuta ad assumere meno medicinali

«Abbiamo avuto un riscontro positivo anche dai medici interni, dai fisioterapisti, dagli educatori: ci dicono che quest’attività sportiva consente alle persone detenute di programmare le loro giornate in modo diverso. Ci hanno riferito che richiedono meno medicinali del solito». Il segretario generale Uisp Firenze afferma che «sia da un punto di vista fisico sia psicologico, è un’attività importantissima che non ha la presunzione di risolvere le difficoltà della detenzione, ma può essere un veicolo di reinserimento, di rieducazione».

I colori sociali: il verde e il giallo

«Un nostro volontario va due volte alla settimana in carcere ad allenare i ragazzi. I colori sociali sono verde e il giallo: abbiamo comprato due kit di maglie, una verde e una gialla. Abbiamo acquistato i palloni, adeguato il campo all’interno di Sollicciano con le bandierine e le reti», racconta Dardanelli. «I giocatori prima della partita segnano le righe del campo con il gesso».

I tornei di pallavolo al femminile

Uisp Firenze sta programmando anche un’iniziativa per la sezione femminile, «c’è un gruppo di ragazzi volontari che segue le ragazze detenute, fanno corsi di ginnastica e di pallavolo. Vorremmo iniziare un torneo a quattro squadre di pallavolo femminile, a maggio», spiega Dardanelli. «Stiamo raccogliendo le adesioni, dovrebbero far parte del torneo un gruppo di ragazzi di un’associazione di universitari e un’associazione che si occupa di parità di genere».

Foto Uffcio stampa, Uisp Firenze

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