Vinted da ‘record’: la valutazione raggiunge gli 8 miliardi. Intanto il second hand corre a +13% nel 2025
Momento d’oro per Vinted, che raggiunge la valutazione ‘record’ di 8 miliardi di euro. Il traguardo tagliato dall’azienda lituana del second hand arriva in seguito alla sua ultima operazione, una transazione azionaria secondaria da 880 milioni di euro, come riportato da Bloomberg, e che ha visto alcuni soci cedere quote a nuovi investitori, senza emissione di nuove azioni e quindi senza raccolta diretta di capitali per la società.
“Questa transazione riconosce il valore creato e offre liquidità agli investitori di lunga data”, ha dichiarato il CEO della società, Thomas Plantenga, sottolineando come il gruppo abbia adottato questo approccio in tutti i round dal 2015. Si tratta indubbiamente di un sensibile balzo in avanti rispetto alla precedente valutazione di circa 5 miliardi registrata nel 2024.
La piattaforma europea del pre-owned, dunque, cresce, come confermavano solo poche settimane fa i dati relativi al suo fiscal year 2025, in cui il player ha superato il miliardo dei ricavi, in progressione del 38 per cento. In corsa anche il gross merchandise value, ovvero il valore delle merci vendute, attestatosi a quota 10,8 per cento, cresciuto del 47 per cento. Maggiore pressione, invece, sulla redditività, con un ebitda adjusted ammontato a 151 milioni di euro, in calo single digit del 5 per cento. Una flessione, ad ogni modo, legata agli investimenti per sostenere la crescita, in particolare in Germania, all’espansione delle categorie e allo sviluppo dell’infrastruttura proprietaria di logistica e pagamenti, tra cui Vinted Go e Vinted Pay, aveva spiegato la società.
Nata come piattaforma focalizzata sul second hand fashion, Vinted sta in realtà ampliando il proprio perimetro merceologico includendo elettronica, libri e oggetti per la casa, rafforzando il posizionamento nel mercato del resale e aumentando la pressione competitiva sui marketplace generalisti come Ebay.
Il percorso della piattaforma si inserisce in un contesto strutturalmente positivo per il second hand, che sta consolidando un ruolo sempre più centrale nel panorama dell’industria della moda. Il mercato globale dell’abbigliamento usato ha raggiunto i 257 miliardi di dollari nel 2025, crescendo del 13%, e continua a progredire a un ritmo superiore rispetto al retail tradizionale, con proiezioni che lo vedono arrivare ai 393 miliardi entro il 2030 – a una velocità doppia del resto del mercato – secondo i global data di ThredUp. Già oggi, d’altronde, rappresenta circa il 10% della spesa complessiva del segmento abbigliamento.
La crescita è sostenuta da dinamiche strutturali, a partire dal cambiamento nei comportamenti di consumo fino alla minore capacità di spesa dell’acquirente medio, passando per un’evoluzione della sensibilità ‘commerciale’ sempre più orientata alla sostenibilità. In particolare, come è noto sono le generazioni più giovani – Gen Z e Millennial – che guideranno il 71% dell’espansione del mercato nei prossimi anni, con una quota crescente che considera l’usato una prima opzione. Il 58% della Gen Z e il 55% dei Millennial dichiarano, infatti, di dare priorità al second hand rispetto al nuovo, mentre il 46% dei consumatori esplora il mercato dell’usato prima di acquistare prodotti nuovi .
Si tratta di un cambiamento anche culturale, in cui il resale entra nei circuiti ormai standardizzati di fruizione dei prodotti fashion e diventa parte integrante del ciclo di vita dei prodotti. Parallelamente, si rafforzano i canali digitali e social, con una quota crescente di ‘discovery’ di brand, prodotti e trend che avviene al di fuori delle piattaforme tradizionali, attraverso contenuti, creator e social commerce.
Proprio in questo scenario, Vinted sta trovando spazio per rafforzare il proprio posizionamento nel comparto, riflettendo l’evoluzione di un modello di business che sta passando da piattaforma di nicchia a ecosistema più ampio di consumo circolare.
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