Acer anticipa le novità al MWC 26 e riflette sul ruolo del router
Entro il 2030, riporta un’analisi di GSMA Intelligence, il pianeta sarà popolato da circa 40 miliardi di dispositivi connessi, un numero che potrebbe salire, stima IoT Analytics, a 50 miliardi solo cinque anni dopo. Si tratta di un’esplosione capillare pronta ad iniettare la bellezza di 11 mila miliardi di dollari nel PIL mondiale entro la fine del decennio, mentre già dal 2026 oltre la metà dei personal computer integrerà funzionalità di intelligenza artificiale. Tutto ciò, ovviamente, porterà ad un enorme cambiamento tecnologico.
LA RIFLESSIONE
Le varie analisi sono portate a sostegno di una riflessione di Acer, emersa in un comunicato stampa, secondo cui c’è bisogno di un’immediata evoluzione delle infrastrutture. Secondo l’azienda, la sfida non consiste più nel semplice aggiungere nuovi nodi alla rete, bensì nel riprogettarne l'intera architettura per gestire volumi di traffico mai visti prima, proprio perché il volume dei prodotti IoT sta crescendo in una maniera gigantesca.
Ecco perché l’obiettivo della tecnologia odierna è spostare l’elaborazione dei dati a livello locale, per ridurre al minimo la latenza e per proteggere la privacy degli utenti attraverso un'intelligenza artificiale residente direttamente sul dispositivo. Ovviamente la potenza delle velocità di tecnologie come il Wi-Fi 7 saranno nevralgiche, ma appunto vestiranno i panni di un veicolo di potenziamento, non di cervello.
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