Addio sensori ingombranti, il chip 4D cambia la vista di robot e droni
Dotare i robot di sensi, la vista in primis, è un'operazione davvero complessa, ma forse il lavoro di un gruppo di ricercatori di Pointcloud GmbH, azienda con sede a Zurigo, potrebbe cambiare le carte in tavola.
Vedere in sè potrebbe essere abbastanza semplice grazie all'utilizzo di telecamere, ma sono altri parametri, come la profondità e il rilevamento degli oggetti, che complicano la questione. La soluzione potrebbe arrivare grazie a un sensore 4D su un unico chip di silicio capace di fare qualcosa che finora richiedeva sistemi molto più voluminosi. Sarebbe infatti in grado di ricostruire lo spazio in tre dimensioni e, nello stesso momento, rilevare la velocità degli oggetti in movimento.
Si parla quindi di un possibile potenziamento adattabile non solo a robot e droni, ma anche per dispositivi più compatti e diffusi, come le fotocamere degli smartphone di nuova generazione. Attualmente una delle tecnologie più utilizzate per assicurare il rilevamento in profondità degli oggetti è il LiDAR a impulsi, ovvero un metodo che invia lampi di luce e misura il tempo necessario al segnale per tornare indietro.
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