Assunzioni, mobilità e incentivi: cosa cambia nei Comuni sotto i 5000 abitanti
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È disponibile il nuovo Quaderno operativo dedicato al personale dei piccoli Comuni, uno strumento tecnico elaborato da ANCI per supportare sindaci, segretari comunali e responsabili degli uffici nella gestione delle risorse umane.
Il documento nasce in occasione degli Stati Generali dei Piccoli Comuni e si propone come una guida completa per orientarsi tra norme, vincoli finanziari e soluzioni organizzative oggi consentite dall’ordinamento.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: offrire agli enti fino a 5.000 abitanti una visione sistematica di ciò che è concretamente attuabile, nonostante limiti di spesa, carenza di organico e rigidità normative.
Piccoli Comuni, grandi responsabilità: numeri e criticità
Nei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 residenti operano complessivamente circa 53.000 dipendenti a tempo indeterminato, in larga parte con contratto part-time. Negli ultimi anni il rapporto tra personale e abitanti si è progressivamente ridotto, comprimendo ulteriormente la capacità amministrativa di questi enti.
Si tratta di strutture organizzative spesso composte da poche unità chiamate a svolgere una pluralità di funzioni: anagrafe, edilizia, ragioneria, tributi, lavori pubblici. Una concentrazione di competenze che impone flessibilità, ma anche una profonda conoscenza delle regole.
Il Quaderno ANCI si articola in due sezioni: una parte generale dedicata all’inquadramento normativo aggiornato e una parte operativa contenente schemi di atti, modelli di convenzione e strumenti applicativi per la gestione condivisa del personale.
Utilizzo delle graduatorie: chiarimenti normativi e giurisprudenza
Uno dei capitoli di maggiore interesse riguarda la possibilità per i Comuni di utilizzare graduatorie concorsuali di altre amministrazioni.
La disciplina trova fondamento nell’articolo 3, comma 61, della legge 350/2003, che consente lo scorrimento previo accordo tra enti. Sul punto è intervenuta anche la giurisprudenza contabile, in particolare la deliberazione della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per l’Umbria n. 124/2013, che ha chiarito come l’intesa tra amministrazioni possa essere sottoscritta anche successivamente all’approvazione della graduatoria, purché prima del suo utilizzo.
Il principio affermato è chiaro: l’accordo non deve necessariamente precedere il concorso, ma deve essere formalizzato entro la validità della graduatoria stessa.
Tuttavia, la scelta della graduatoria da utilizzare non può essere arbitraria. Gli enti sono chiamati a dotarsi di regolamenti interni trasparenti, con criteri predeterminati che garantiscano imparzialità e corretto esercizio del potere amministrativo.
Reclutamento tramite elenchi di idonei: una leva strategica
Un’importante innovazione è rappresentata dall’introduzione degli elenchi di idonei, prevista dall’articolo 3-bis del decreto-legge 80/2021, convertito in legge 113/2021.
Il sistema si sviluppa in due fasi:
- Selezione unica aggregata per la formazione di elenchi di candidati idonei.
- Interpello da parte del singolo ente, che attiva la procedura solo in caso di necessità assunzionale.
L’iscrizione negli elenchi ha validità massima triennale e permane fino all’assunzione a tempo indeterminato. Anche l’eventuale rinuncia a un interpello non comporta l’esclusione automatica.
Per i piccoli Comuni, questa modalità rappresenta una soluzione particolarmente efficiente: riduce tempi e costi delle procedure concorsuali e consente di attingere a bacini già selezionati.
Mobilità volontaria: cosa cambia dal 2026
Il tema della mobilità è stato recentemente modificato dal decreto-legge 25/2025, che ha riscritto l’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001.
Dal 1° gennaio 2026 le amministrazioni dovranno destinare alla mobilità volontaria il 15% delle capacità assunzionali annuali. Tuttavia, la norma non si applica ai Comuni con:
- Non più di 50 dipendenti a tempo indeterminato;
- Piani assunzionali inferiori a 10 unità.
Per i piccoli enti resta dunque la possibilità di programmare liberamente nel PIAO il ricorso alla mobilità, senza obblighi preventivi rispetto ai concorsi pubblici.
Incremento del Fondo risorse decentrate: nuove opportunità
Dopo anni di congelamento, il decreto-legge 25/2025 introduce la possibilità di incrementare la parte stabile del Fondo risorse decentrate.
Il limite massimo del rapporto tra salario accessorio e stipendi tabellari è fissato al 48%, mentre la media nazionale si attesta intorno al 24%. Ciò significa che, in teoria, esistono margini significativi.
I requisiti per l’incremento includono:
- Collocazione nella prima fascia di virtuosità prevista dal D.M. 17 marzo 2020;
- Rispetto dei tetti di spesa del personale;
- Equilibrio pluriennale certificato dall’organo di revisione.
Per molti piccoli Comuni, tuttavia, il vero ostacolo è rappresentato dal limite storico alla spesa del personale, che riduce gli spazi di manovra.
Elevate Qualificazioni e contrattazione integrativa
L’eventuale utilizzo delle risorse aggiuntive per valorizzare le posizioni di Elevata Qualificazione richiede un percorso articolato:
- Atto di indirizzo della Giunta;
- Incremento formale del Fondo;
- Accordo con le organizzazioni sindacali;
- Inserimento nel Contratto integrativo di ente.
Anche dopo la conclusione dell’iter, l’aumento della retribuzione di posizione potrà avvenire solo previa nuova graduazione delle posizioni, validata dall’organismo di valutazione.
In fase iniziale, le somme potranno essere destinate alla retribuzione di risultato, nel rispetto della quota minima del 15% prevista dalla contrattazione collettiva.
Funzioni gestionali agli amministratori: la deroga per i Comuni sotto i 5.000 abitanti
Il principio generale della separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa è sancito dall’articolo 107 del TUEL (D.Lgs. 267/2000). Tuttavia, l’articolo 53, comma 23, della legge 388/2000 consente ai Comuni fino a 5.000 abitanti di attribuire ai componenti dell’organo esecutivo responsabilità gestionali, purché:
- Siano adottate specifiche disposizioni regolamentari;
- Sia documentato annualmente il contenimento della spesa.
La giurisprudenza e i pareri del Ministero dell’Interno hanno ribadito che l’applicazione della deroga richiede una volontà espressa e formalizzata della Giunta. In assenza di regolamento, gli atti adottati potrebbero risultare annullabili.
Resta comunque evidente che la crescente complessità dei procedimenti amministrativi rende questa soluzione non sempre sostenibile sul piano tecnico. Per questo motivo ANCI richiama strumenti alternativi come lo “scavalco condiviso” o gli incarichi a tempo parziale fino a 12 ore settimanali.
Una guida operativa per affrontare il futuro
Il nuovo Quaderno ANCI si configura come un manuale pratico, pensato per accompagnare i piccoli Comuni in una fase di forte trasformazione normativa e organizzativa.
Tra vincoli di bilancio, riforme del pubblico impiego e nuove modalità di reclutamento, gli enti di minori dimensioni sono chiamati a ripensare la gestione del personale in chiave strategica.
La sfida è duplice: garantire servizi efficienti ai cittadini e assicurare condizioni di lavoro sostenibili per dipendenti chiamati a svolgere compiti sempre più complessi.
Il nuovo quaderni ANCI
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