Bambino morto dopo il trapianto, il Monaldi: “Chi ha inserito ghiaccio secco è elemento determinante”

Febbraio 25, 2026 - 01:30
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Bambino morto dopo il trapianto, il Monaldi: “Chi ha inserito ghiaccio secco è elemento determinante”

Nella vicenda del piccolo Domenico, il bambino morto dopo il trapianto effettuato all’ospedale Monaldi di Napoli, che aveva ricevuto un cuore ‘bruciato’ proveniente da Bolzano, l’azienda ospedaliera dei Colli, alla quale afferisce la clinica napolitana, ha emesso una nota, “L’Azienda apprende che i Nas di Trento stanno conducendo un’inchiesta su quanto accaduto nella sala operatoria dell’Ospedale di Bolzano, al fine di accertare chi abbia inserito il ghiaccio secco nel contenitore per il trasporto dell’organo, elemento determinante nella causazione del danno e al quale sono ascrivibili le conseguenze successive”. È quanto si legge in una nota dell’Azienda ospedaliera dei Colli, alla quale afferisce l’ospedale Monaldi di Napoli. “Con riferimento all’utilizzo di ghiaccio non idoneo – prosegue la nota – si ribadisce quanto già ampiamente riportato e quanto emerge dall’Audit: ‘Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione’. La Direzione Generale ribadisce la propria piena fiducia nella magistratura, con la quale ha collaborato sin dall’inizio per fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità in relazione a questo evento drammatico”, conclude la nota dell’Azienda ospedaliera dei Colli.

Asl Alto Adige: responsabilità a équipe Monaldi

 L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige ribadisce che la responsabilità del trasporto e della conservazione del cuore, in caso di trapianto, è a carico dell‘équipe che riceve l’organo, quindi nel caso del piccolo Domenico dell’équipe del Monaldi di Napoli. In questo senso andrebbe anche la relazione del dipartimento di Prevenzione Sanitaria e Salute della Provincia. Al momento gli indagati sono sette e tutti del nosocomio napoletano, ma non è escluso un ampliamento dell’inchiesta anche a chi a Bolzano ha partecipato alle operazioni. Nel mirino soprattutto la fornitura di ghiaccio secco che avrebbe danneggiato irrimediabilmente l’organo.

I Nas a Bolzano

In attesa dell’arrivo degli ispettori del ministero della Salute previsto per domattina, oggi si sono recati all’ospedale di Bolzano i carabinieri del Nas di Trento. I militari hanno effettuato una serie di accertamenti in merito alle procedure messe in atto lo scorso 23 dicembre, quando è stato espiantato il cuore di un bambino di 4 anni, poi danneggiatosi, destinato al piccolo Domenico. Secondo quanto si apprende, i carabinieri hanno ottenuto l’elenco del personale coinvolto in tutte le fasi dell’intervento, dall’espianto al trasporto. Al momento non risultano nuovi indagati oltre ai sette già iscritti, tutti professionisti dell’ospedale Monaldi di Napoli.

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