Una fine di febbraio rovente per i trasporti: nuovi scioperi per treni e aerei

Febbraio 24, 2026 - 05:30
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Una fine di febbraio rovente per i trasporti: nuovi scioperi per treni e aerei

lentepubblica.it

Fine febbraio ad alta tensione: ondata di scioperi mette sotto pressione trasporti e viaggi, colpiti in particolare treni e aerei. Scopriamo quali saranno le date più “calde” e i comparti interessati.


Gli ultimi giorni di febbraio si preannunciano complessi per chi dovrà spostarsi in Italia o oltreconfine. Una serie di agitazioni sindacali interesserà infatti il comparto dei trasporti su scala nazionale e locale, con possibili ripercussioni su voli, collegamenti ferroviari e servizi urbani. Il risultato potrebbe essere una vera e propria corsa a ostacoli per pendolari, turisti e viaggiatori d’affari.

L’astensione collettiva era inizialmente prevista a metà mese, ma è stata rinviata di circa dieci giorni dopo l’intervento del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Il differimento è stato disposto per evitare sovrapposizioni con appuntamenti legati alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, evento di rilievo internazionale che richiede una macchina organizzativa pienamente operativa.

Ora, però, il calendario sindacale torna a concentrarsi sugli ultimi giorni del mese, con una sequenza di stop che rischia di incidere in modo significativo sulla mobilità nazionale.

26 febbraio: il trasporto aereo si ferma per 24 ore

La giornata più critica per chi vola sarà mercoledì 26 febbraio. Diverse sigle hanno proclamato uno sciopero di 24 ore che coinvolge l’intero comparto dell’aviazione civile, dalle compagnie ai servizi aeroportuali.

Tra le mobilitazioni di maggiore impatto figura quella indetta da CUB Trasporti, che interessa lavoratori del settore aereo, personale degli scali e addetti dell’indotto aeroportuale per l’intera giornata, da mezzanotte alle 23.59. Una protesta che, per ampiezza, potrebbe determinare cancellazioni e ritardi diffusi in numerosi aeroporti italiani.

Sempre il 26 febbraio è previsto lo stop del personale della compagnia di bandiera ITA Airways, proclamato da diverse organizzazioni sindacali di categoria. Anche in questo caso l’astensione coprirà l’intero arco delle 24 ore, con possibili ripercussioni sia sui collegamenti nazionali sia sulle tratte internazionali.

Non sarà risparmiata nemmeno easyJet. Piloti e assistenti di volo aderenti ad alcune sigle incroceranno le braccia per tutta la giornata, mentre un’ulteriore iniziativa promossa da USB Lavoro Privato coinvolgerà il personale navigante della compagnia per quattro ore, nella fascia pomeridiana compresa tra le 13 e le 17. Una doppia mobilitazione che potrebbe amplificare le difficoltà operative.

Analoga finestra oraria, dalle 13 alle 17, è stata individuata anche per il personale – di terra e di volo – di ITA Airways aderente a USB, così come per gli equipaggi di Vueling Airlines.

La concentrazione di astensioni nella stessa giornata rende concreto il rischio di una paralisi parziale del traffico aereo, soprattutto negli scali a maggiore affluenza.

Per i passeggeri, il consiglio è quello di verificare con anticipo lo stato del proprio volo, monitorare le comunicazioni delle compagnie e informarsi sui diritti previsti in caso di cancellazione o ritardo prolungato.

27 e 28 febbraio: ferrovie e merci su rotaia nel mirino

Se il 26 febbraio sarà una giornata delicata per chi vola, le 48 ore successive potrebbero mettere in difficoltà chi viaggia in treno o utilizza servizi legati alla logistica ferroviaria.

Tra il 27 e il 28 febbraio è infatti in programma uno sciopero nazionale di 24 ore proclamato da CUB Trasporti e SGB che coinvolge il personale delle imprese operanti nel settore ferroviario, con particolare riferimento al trasporto merci su rotaia. L’astensione scatterà alle 21 del 27 febbraio e si concluderà alle 20.59 del giorno successivo. Per il trasporto pubblico locale su ferro, la protesta interesserà l’intera prestazione del 28 febbraio.

Nella stessa fascia temporale si colloca l’iniziativa dell’Assemblea nazionale del personale di macchina e di bordo del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che ha proclamato uno stop di 24 ore con identica decorrenza: dalle 21 del 27 alle 20.59 del 28 febbraio. Trattandosi di macchinisti e capitreno, il potenziale impatto sui servizi a lunga percorrenza e regionali è significativo.

A complicare ulteriormente il quadro si aggiunge un’ulteriore agitazione nazionale di USB Lavoro Privato nel comparto ferroviario merci, prevista dalle 22 del 27 febbraio alle 5.59 del 28. Sebbene la durata sia inferiore, la sovrapposizione con altre iniziative potrebbe incidere sull’operatività complessiva, specie nelle ore notturne e nelle prime corse del mattino.

In questi casi, come di consueto, saranno garantite alcune fasce orarie di tutela per i servizi essenziali, ma è prevedibile una riduzione delle corse e possibili variazioni di programma.

Trasporto pubblico locale: disagi anche in città

Le agitazioni non si limiteranno ai collegamenti aerei e ferroviari di lunga distanza. Anche il trasporto urbano subirà contraccolpi, con iniziative a carattere locale.

Il 27 febbraio, a Torino, è previsto uno stop di quattro ore – dalle 16 alle 20 – che riguarda il personale della società Arriva Italia. La fascia oraria scelta coincide con il rientro pomeridiano di molti lavoratori e studenti, con possibili disagi per autobus e linee gestite dall’azienda.

Sempre il 27 febbraio, a Bari, incroceranno le braccia per quattro ore (dalle 19.30 alle 23.30) gli operatori di esercizio di Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici. Anche in questo caso, la protesta potrebbe incidere sui collegamenti serali, sia ferroviari sia su gomma, nell’area pugliese.

Un finale di mese da pianificare con attenzione

La concentrazione di scioperi tra il 26 e il 28 febbraio disegna uno scenario complesso per l’intero sistema della mobilità italiana. Dall’aviazione commerciale ai treni a lunga percorrenza, passando per il trasporto merci e i servizi urbani, i settori coinvolti sono numerosi e strategici.

Per chi ha già programmato un viaggio in quei giorni, la parola d’ordine è organizzazione: controllare in anticipo eventuali variazioni, valutare soluzioni alternative e, se possibile, riprogrammare gli spostamenti. Le aziende di trasporto, dal canto loro, saranno chiamate a comunicare tempestivamente eventuali modifiche per limitare l’impatto sugli utenti.

In attesa di capire quale sarà l’effettiva adesione alle proteste, una cosa appare certa: la fine di febbraio metterà alla prova la tenuta del sistema dei trasporti e la pazienza di milioni di viaggiatori.

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