Referendum, a un mese dal voto il No ribalta il quadro: per Ixè i contrari alla riforma avanti, la propaganda di Meloni non paga
Un vantaggio sbriciolato nell’arco di poche settimane, a furia di strumentalizzazioni dei casi di cronaca giudiziaria, dal caso del migrante algerino risarcito per l’ingiusta detenzione nel Cpr albanese di Gjader a quello della Ong Sea Watch per il fermo illegittimo della sua nave capitanata da Carola Rackete nel giugno 2019, fino alle continue sparate sopra le righe del Guardasigilli Carlo Nordio.
Secondo l’istituto di sondaggi Ixè il fronte del Sì al referendum sulla giustizia, che solamente a fine gennaio YouTrend dava in vantaggio di dieci punti percentuali, si è fatto scavalcare dal No.
A un mese dal voto, le urne si aprono il 22 e 23 marzo, per Ixè il fronte del No è collocato tra il 51,3% e il 54,3% mentre il Sì è nella finestra 45,7%-48,7%. Un distacco in favore del No che va da un minimo di 2,5 punti a un massimo di 9,5, per una media di sei. Il dato ribalta gli equilibri rispetto al sondaggio di novembre realizzato sempre da Ixè, quando avanti era il Sì (53% – 47%), mentre a gennaio si era stimato una sorta di “pareggio tecnico” tra i due fronti da parte dell’Osservatorio politico nazionale dell’istituto fondato da Roberto Weber.
L’affluenza, secondo il rilevamento pubblicato oggi e condotto dal 17 al 23 febbraio, si attesta al momento al 46 per cento: l’ago della bilancia restano gli elettori indecisi, che rappresentano il 40 per cento del campione sentito da Ixè, ma al cui interno il 45 per cento esprime un orientamento in favore del No, col 33 più aperto invece alle ragioni del Sì.
Tra i cittadini sicuri di andare al voto, si conferma una propensione più marcata ad andare al seggio nell’elettorato di sinistra e centrosinistra. Tra le persone interpellate, il 55,7% dichiara di conoscere i temi oggetto del referendum, ma quasi un terzo degli elettori dichiara però di non sapere che il voto sarà valido anche senza il raggiungimento del quorum del 50% più uno di affluenza, trattandosi in questo caso di un referendum confermativo.
A corredo del dato sull’esito del referendum, Ixè ha chiesto anche di fornire una risposta sulla “fiducia in istituzioni e corpi intermedi”: a dichiarare di avere “molta” o “abbastanza” fiducia nella magistratura è il 51% degli intervistati (dato in crescita rispetto al 45% dell’anno scorso), mentre solo il 12% dichiara altrettanto rispetto ai partiti politici (l’anno scorso era il 14%).
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