Caritas Italiana: a Sacrofano il Convegno nazionale che mette al centro carità è fraternità
Si è aperto a Sacrofano il 45° Convegno nazionale di Caritas Italiana, un appuntamento che richiama centinaia di delegati da tutta Italia per riflettere sul legame tra carità, giustizia e promozione dell’umano. In un tempo segnato da crisi globali e profonde disuguaglianze, l’incontro rilancia il valore di una carità capace di andare oltre l’assistenza, per farsi ascolto, responsabilità e impegno concreto sulle cause delle povertà, nella luce del Vangelo e della dignità della persona.
Il Convegno nazionale
Al via nelle scorse ore, a Sacrofano (RM), presso l’auditorium della Fraterna Domus, il 45° Convegno nazionale di Caritas Italiana, dal titolo “Imparate a fare il bene, cercate la giustizia” (Is 1,17). Annunciare il Vangelo e promuovere l’umano”. Presenti circa 600 delegati, rappresentanti delle 218 Caritas diocesane di tutta Italia che fino a domenica 19 aprile, per riflettere sul legame tra carità, giustizia e responsabilità sociale, a cinquant’anni dal Convegno ecclesiale del 1976.
I temi trattati
Ad aprire i lavori, nel pomeriggio, la preghiera guidata da mons. Enrico Solmi, che ha consegnato all’assemblea il senso profondo del cammino: radicare ogni azione nell’ascolto del Vangelo e nella vita concreta delle persone. Nell’introduzione, mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana, che ha richiamato il fondamento evangelico del nostro impegno: «Se Cristo non è risorto, vana è la predicazione, vana la fede. Possiamo aggiungere: vana è la nostra carità». In un tempo segnato da «una terza guerra mondiale a pezzi» e da un vero e proprio «cambio d’epoca», Redaelli ha invitato a lasciarsi interrogare dalla storia, rilanciando il compito di una Caritas «più umile», capace di educare le comunità e non di sostituirsi ad esse. Al centro del suo intervento il tema dell’advocacy, definita come «nuova forma di profezia della carità», che richiede tre condizioni: «che i poveri possano parlare ed essere ascoltati, che ci siano istituzioni disponibili all’ascolto e che si costruisca una condivisione di valori». Un impegno che chiama in causa tutta la società, nella prospettiva di una pace fondata sul rispetto della dignità di ogni persona. Il direttore di Avvenire, Marco Girardo, ha offerto una riflessione sul tema del linguaggio e dello sguardo, sottolineando la responsabilità di “raccontare l’uomo per promuovere l’umano” in un tempo segnato da frammentazione e polarizzazione. «Promuovere l’umano significa strappare l’uomo alle narrazioni che lo deformano», sottraendolo «alla semplificazione, alle caricature, alla polarizzazione, alla riduzione identitaria». Raccontare l’uomo, invece, vuol dire restituirlo «alla sua interezza, al suo essere irriducibile». In un contesto in cui «la democrazia si fa sempre più emotiva, il rischio è quello di una perdita di profondità e di riconoscimento: chi è povero è spesso scartato due volte, nelle condizioni materiali e nella visibilità pubblica», ha evidenziato, indicando nella comunicazione un luogo decisivo di impegno culturale ed etico. Uno sguardo internazionale è arrivato con la testimonianza del cardinale Giorgio Marengo, dalla Mongolia, che ha raccontato la forza della carità in una Chiesa di minoranza. L’intervento di mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della CEI, che ha definito la Caritas «il volto materno e paterno della Chiesa», luogo in cui ogni persona può sentirsi guardata e riconosciuta. «La fede cristiana è guardare con gli occhi di Gesù», ha ricordato, sottolineando come la cura nasca da uno sguardo capace di andare in profondità: «Non ci sono solo bisogni da risolvere, ma sofferenze da condividere». La giornata ha visto anche il rilancio, con il contributo di Elisa Crupi (Libera), della Campagna “Diamo linfa al bene”. A seguire, Massimo Monzio Compagnoni ha evidenziato il valore del sostegno economico alla Chiesa come strumento di corresponsabilità e partecipazione.
L’importanza della carità
Un filo rosso ha attraversato tutti gli interventi: la necessità di una carità che non si limiti a rispondere ai bisogni, ma sappia ascoltare, comprendere e incidere sulle cause delle disuguaglianze. Una advocacy che nasce dall’incontro con i poveri e si traduce in impegno per la giustizia. Il Convegno proseguirà nei prossimi giorni con momenti di approfondimento e confronto, mettendo al centro il tema dell’advocacy come dimensione matura della carità e via per incidere sulle cause delle povertà e delle disuguaglianze. I momenti assembleari del Convegno saranno trasmessi in diretta tramite il canale YouTube di Caritas Italiana.
Fonte Caritas Italiana
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