Ex Manifattura Tabacchi non è andata in fumo: ora si costruisce un social housing

Aprile 17, 2026 - 22:00
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Ex Manifattura Tabacchi non è andata in fumo: ora si costruisce un social housing
ex manifattura tabacchi

Da fabbrica del tabacco dismessa a un nuovo quartiere di Firenze: tra memoria industriale, servizi, residenze e cultura, l’intervento misura la tenuta sociale della rigenerazione urbana

Con l’avvio del social housing accanto al Teatro Puccini, la rigenerazione urbana della ex Manifattura Tabacchi di Firenze entra nella sua fase più significativa.

Il grande recinto industriale novecentesco non si limita più a ospitare funzioni creative, formazione, lavoro e residenze di mercato, ma introduce una quota esplicita di abitare accessibile dentro uno dei più ambiziosi ridisegni urbani italiani.

Il nuovo edificio, firmato dallo studio milanese Piuarch, porterà entro l’estate 2027 trentanove alloggi in locazione a canone convenzionato, per un investimento di nove milioni di euro, di cui otto legati al Fondo Piani Urbani Integrati.

L’architetto Gianni Mollo spiega che, accanto all’edificio destinato al social housing, Piuarch sta sviluppando nell’area della Manifattura anche un immobile per uffici e un edificio residenziale destinato al libero mercato.

Si tratta di interventi concepiti nel rispetto di un contesto architettonico particolarmente delicato, sul quale la Soprintendenza esercita un’attenzione rigorosa, imponendo ai nuovi inserimenti un misurato equilibrio con il carattere storico e formale del complesso.

Il cantiere del social housing, presentato il lo scorso marzo, segna un passaggio che va oltre la semplice aggiunta di un nuovo edificio. Dentro il perimetro della Manifattura, l’intervento introduce una precisa scelta urbanistica e culturale: non soltanto valorizzazione e lifestyle urbano, ma un’idea di quartiere misto, capace di trattenere nel tempo famiglie, giovani coppie e lavoro stabile.

In questo quadro, l’edificio destinato all’abitare calmierato assume un valore che supera i suoi 2.657 metri quadrati. Per programma accoglierà 27 trilocali e 12 bilocali; per convenzione, applicherà per dodici anni canoni scontati del 20 percento rispetto agli accordi territoriali vigenti; per impostazione, prova a ricucire qualità architettonica e sostenibilità sociale.

Non è un dettaglio: a Firenze, dove la pressione del mercato espelle fasce sempre più larghe, introdurre residenza accessibile in una nuova polarità urbana significa misurare la credibilità pubblica dell’intera operazione.

Solo a partire da qui si comprende il dato urbanistico complessivo. L’ex fabbrica dei Monopoli di Stato, che rimase attiva dal 1933 al 2001, è oggi al centro di una trasformazione da 110mila metri quadrati che punta a costruire un quartiere contemporaneo complementare al centro storico.

La regia dell’operazione resta in capo alla joint venture formata da Aermont Capital e Cdp Real Asset Sgr, mentre il nuovo tassello abitativo sarà acquisito, a lavori conclusi, dal Fondo Housing Toscano gestito da Investire Sgr.

La portata dell’intervento, del resto, non riguarda soltanto il mercato immobiliare. Nel lessico della trasformazione urbana fiorentina, la Manifattura è ormai un laboratorio in cui memoria industriale, servizi, cultura e nuove economie convivono nello stesso perimetro: la Factory già attiva, l’insediamento di Polimoda, le aperture del 2025 e il sistema di spazi pubblici stanno spostando verso ovest una parte della centralità cittadina.

Anche il linguaggio architettonico dell’edificio a social housing cerca una misura coerente con questa ambizione. Dai materiali progettuali emerge un volume semplice, con facciate ordinate, bucature allineate, basamento marcato e una curva che dialoga con il contesto razionalista senza mimetismi caricati. Il piano rialzato risponde inoltre al rischio idraulico dell’area del Mugnone.

Per questo il social housing non appare come appendice riparatoria, ma come verifica sostanziale del progetto. Se la ex Manifattura vuole essere davvero città, deve saper tenere insieme attrattività, memoria e diritto all’abitare. È su questo equilibrio che si misurerà il successo finale dell’intervento.

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Alfredo FuscoAlfredo Fusco: architetto, ha fatto della integrazione uomo-ambiente la bussola con la quale orientare la (ri)evoluzione del suo lavoro attorno ai rami dell'etica ambientale e dello sviluppo sostenibile. Si è diplomato in Etica e Sostenibilità ambientale a Roma | Linkedin

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia