Caso Minetti, da Pg Milano verifiche su adozione in Uruguay. Nessuna indagine su di lei nel Paese sudamericano

Aprile 30, 2026 - 15:30
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Caso Minetti, da Pg Milano verifiche su adozione in Uruguay. Nessuna indagine su di lei nel Paese sudamericano

La Procura generale di Milano sta acquisendo la sentenza di adozione del figlio di Nicole Minetti emessa dal Tribunale uruguaiano di Maldonado nell’ambito della vicenda della richiesta di grazia presidenziale presentata dalla difesa dell’ex consigliera regionale condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato nel processo ‘Rimborsopoli’ e a 2 anni e 10 mesi per induzione alla prostituzione nell’ambito del processo ‘Ruby bis’. Una scelta che è stata presa per verificare la veridicità del provvedimento allegato dalla difesa di Minetti alla richiesta di grazia concessa dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che aveva ottenuto il parere favorevole del sostituto pg di Milano, Gaetano Brusa, e del Ministero della Giustizia, e accertare quindi la regolarità della procedura.

Su Minetti nessuna indagine in Uruguay, accertamenti in Spagna

Secondo quanto risulta, a oggi, alla Procura generale di Milano, Nicole Minetti è incensurata all’estero e non risultano precedenti penali o indagini pendenti sull’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi in Uruguay. Gli accertamenti relativi alla veridicità della documentazione posta a sostengo della richiesta di grazia presidenziale, su cui la Procura generale milanese guidata da Francesca Nanni e con il sostituto Gaetano Brusa ha fornito parere favorevole, saranno estesi alla supposta presenza in Spagna per delle feste dell’ex consigliera regionale lombarda e ad altri aspetti già oggetto dell’inchiesta giornalistica pubblicata dal Fatto Quotidiano sulla sentenza di adozione di un minore e sulla villa-ranch di La Barra in Uruguay del compagno di Minetti, il milionario Giuseppe Cipriani.

Verifiche anche sullo stile di vita di Minetti

Verifiche sullo “stile di vita” di Nicole Minetti. Per capire se realmente abbia messo in atto una “radicale presa di distanza dal passato deviante”. Per cambiare il parere positivo della Procura generale di Milano alla richiesta di grazia presentata e poi concessa all’ex consigliera regionale lombarda condannata in via definitiva nel 2019 a 3 anni e 11 mesi per un cumulo pene, non sarà necessario dimostrare che Minetti abbia commesso reati in Italia o all’estero. Sarà sufficiente trovare i riscontri all’ipotesi che l’ex igienista dentale non si sia distaccata da quella “spinta criminale” che, a causa dei “condizionamenti esterni”, rappresentati da “personalità di potere” come Silvio Berlusconi, l’aveva portata in “giovane” età a diventare la “fiduciaria” di un “sistema prostitutivo”. Quello delle cosiddette “cene di Arcore”. “Negli anni successivi”, aveva scritto il 9 gennaio 2026 il sostituto procuratore generale milanese Gaetano Brusa, la “condannata ha dimostrato di essere oggi persona impermeabile” con una “positiva riabilitazione” dei “valori della convivenza civile” e una “concreta volontà di riscatto sociale”. Se la vita di Minetti – che ora verrà nuovamente scandagliata, inclusa quella in Uruguay con strumenti di cooperazione giudiziaria e con Europol – dovesse mostrare anomalie rispetto a un percorso di reinserimento sociale la Procura generale di Milano intende rapidamente trasmettere gli atti per le valutazione del caso alle Procura territorialmente competenti.

Sisto: “Questione Minetti è tecnica, sbagliato farne scontro politico”

“Sulla vicenda Minetti, colpisce il tentativo di trasformare una questione tecnico-amministrativa in uno scontro politico. Il procedimento di concessione della grazia non è un atto del governo né una decisione discrezionale dell’esecutivo, ma un percorso istituzionale che coinvolge organi distinti e autonomi. Ogni passaggio è stato rispettato. Eventuali elementi sopravvenuti potranno essere oggetto di ulteriori valutazioni, ma non è consentito attribuire responsabilità a chi ha operato nel rispetto delle norme vigenti. Parlare di responsabilità politiche significa forzare la realtà dei fatti e alimentare polemiche prive di fondamento. La correttezza procedurale è il primo presidio di garanzia per tutti. Il resto è solo strumentalizzazione”. Così a Sky Tg24 il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto.

Boccia (Pd): “Su caso Minetti serve chiarezza, basta opacità”

“Sulla vicenda che vede coinvolta Nicole Minetti chiediamo solo chiarezza, chiediamo trasparenza, chiediamo rispetto del Parlamento e del Paese. Oggi questa chiarezza non c’è e ciò che vediamo è un’opacità strisciante che non aiuta i cittadini a comprendere come vengono assunte decisioni così rilevanti. Di fronte a vicende delicate sarebbe necessario un passaggio limpido. Giorgia Meloni mandi Nordio in Parlamento: serve un’informativa puntuale del ministro Nordio, la ricostruzione dell’istruttoria, l’indicazione degli uffici coinvolti e degli eventuali margini di errore. Questo è ciò che chiediamo: trasparenza nei processi decisionali e responsabilità istituzionale”. Così il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia.
“Voglio essere chiaro: nessuno attribuisce responsabilità senza elementi. Nessuno nell’opposizione e men che meno nel Pd ha dato responsabilità precise a qualcuno. Noi abbiamo piena fiducia nel Presidente della Repubblica, e il Presidente della Repubblica ha chiesto chiarimenti. E li ha chiesti al ministro Nordio. Il punto politico – conclude Boccia – è che questa opacità strisciante non coincide necessariamente con malaffare, ma con un’idea distorta delle istituzioni. Noi siamo per istituzioni trasparenti, aperte e rispettose della loro funzione democratica. È su questo terreno che chiediamo un cambio netto di passo”.

“Il Quirinale non è mai stato un passacarte. Il Quirinale è l’arbitro, è il vigile, è il garante dell’unità costituzionale – aggiunge -. È il garante stesso della Costituzione. Ognuno può scegliere di fare polemica oppure no. A me interessa che ci sia trasparenza nei confronti del paese ed è la trasparenza che noi non vediamo mai nell’atteggiamento di questo governo. E in questi mesi in quel ministero ci sono stati diversi casi di mancata trasparenza: non c’è stata trasparenza sul caso Almasri, non c’è stata trasparenza nelle relazioni parlamentari rispetto alla riforma costituzionale poi bocciata dal referendum. Le vicende Bartolozzi e Delmastro sono esplose perché non c’è stata trasparenza. È un’opacità strisciante“.

Legali: “Atti trasmessi a Pg Milano, false ricostruzioni mediatiche”

I legali di Nicole Minetti, avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, fanno sapere di aver trasmesso “alla Procura Generale l’intera documentazione giudiziaria e amministrativa utile, al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia”. Una decisione presa alla luce “di alcune ricostruzioni mediatiche” che avrebbero fornito “una rappresentazione falsa” della vicenda, “non aderente agli atti e gravemente lesiva”.

Anm: “Su caso Minetti giusto fare chiarezza, attendiamo esiti”

Sul caso di Nicole Minetti “è giusto porre la massima attenzione, giusto fare chiarezza nell’interesse comune”. Lo ha detto il presidente dell’Anm Giuseppe Tango dopo l’incontro del pomeriggio presso il ministero di Via Arenula con il ministro Carlo Nordio, i rappresentanti dell’avvocatura e la giunta dell’Anm. “Il presidente Mattarella ha chiesto degli approfondimenti, sono tuttora in corso, attendiamo gli esiti – aggiunge -. Non è il momento delle valutazioni e sarebbe quanto mai inopportuno ogni commento da parte mia al riguardo”.

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