C’è un dentifricio che ricostruisce lo smalto

Mar 18, 2026 - 06:01
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C’è un dentifricio che ricostruisce lo smalto

Negli ultimi anni un ingrediente sta cambiando il modo di pensare l’igiene orale. Si chiama idrossiapatite ed è una sostanza minerale che costituisce circa il 97 per cento dello smalto dei denti e il 70 per cento della dentina. Non è quindi un additivo artificiale ma la stessa materia che compone naturalmente la struttura dentale. Proprio per questo motivo la ricerca odontoiatrica ha iniziato a utilizzarla nei dentifrici con un obiettivo preciso: aiutare i denti a riparare i microdanni dello smalto. Il principio è semplice. Le particelle di idrossiapatite si depositano sulle zone più fragili della superficie dentale e contribuiscono a ricostruire lo strato minerale che protegge il dente.

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Negli ultimi dieci anni diversi studi pubblicati su riviste scientifiche come Scientific Reports e Journal of Dentistry  hanno analizzato l’efficacia di questa sostanza. Una revisione pubblicata nel 2019 ha evidenziato che l’idrossiapatite biomimetica può contribuire alla remineralizzazione dello smalto e alla riduzione della sensibilità dentale.

Il risultato è un interesse crescente anche tra i consumatori. Il dentifricio all’idrossiapatite è diventato uno dei prodotti più cercati online nella categoria cura dei denti. Molti lo scelgono come alternativa ai dentifrici tradizionali o come soluzione per denti sensibili, smalto indebolito e prevenzione della carie.

Cos’è l’idrossiapatite e perché è così importante per i denti

Il sorriso grande e aperto della modella francese Tina Kunakey – Foto Getty Images

L’idrossiapatite è un minerale a base di calcio e fosfato che forma la struttura cristallina dello smalto dentale. Si tratta del materiale biologico più duro presente nel corpo umano. Lo smalto è composto quasi interamente da cristalli di idrossiapatite organizzati in una struttura compatta. Quando questa struttura si indebolisce a causa di acidi, batteri o abrasione, il dente diventa più vulnerabile a carie e sensibilità. L’idea di utilizzare l’idrossiapatite nei dentifrici nasce negli Anni Settanta in Giappone. Il primo prodotto commerciale è stato lanciato nel 1978 dal gruppo Sangi, che ha sviluppato la tecnologia basata su microcristalli biomimetici.

Queste particelle sono progettate per aderire allo smalto e integrarsi nella superficie dentale. Il processo viene chiamato remineralizzazione biomimetica perché imita il modo in cui il dente si forma naturalmente. Oggi questo ingrediente è utilizzato in numerosi dentifrici di fascia dermatologica e farmaceutica ed è oggetto di studi da parte di università e centri di ricerca odontoiatrica.

Come funziona il dentifricio all’idrossiapatite?

Il suo funzionamento è legato alla capacità delle microparticelle di aderire allo smalto dentale. Quando si spazzolano i denti con un dentifricio che contiene idrossiapatite, queste particelle si depositano nelle microfessure della superficie dentale. Qui agiscono come una sorta di riempitivo minerale. Il meccanismo produce tre effetti principali. Il primo è la remineralizzazione dello smalto.

Nel 2016, Jeremy Scott porta in passerella un maxi dentifricio – Foto Getty Images

Il secondo è la riduzione della sensibilità dentale perché le particelle possono occludere i tubuli dentinali esposti. Il terzo è una superficie dentale più liscia, meno favorevole alla proliferazione dei batteri responsabili della placca. Alcuni dentifrici utilizzano nanoparticelle di idrossiapatite, altri microcristalli più grandi. Entrambe le tecnologie puntano a replicare la composizione naturale dei denti.

Idrossiapatite e fluoro: differenze e punti in comune

Il fluoro rimane uno degli ingredienti più studiati nella prevenzione della carie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lo indica da decenni come uno strumento efficace per ridurre la carie dentale. L’idrossiapatite non sostituisce necessariamente il fluoro ma agisce con un meccanismo diverso. Il fluoro rafforza lo smalto rendendolo più resistente agli acidi prodotti dai batteri. L’idrossiapatite invece contribuisce alla ricostruzione fisica della superficie dentale. Alcuni dentifrici combinano entrambe le sostanze mentre altri scelgono formulazioni senza fluoro. Molti dentisti sottolineano che la scelta del dentifricio dipende sempre dalla situazione individuale del paziente.

La tecnologia minerale che aiuta a riparare lo smalto

L’utilizzo più diffuso riguarda il rafforzamento dello smalto dentale. Secondo uno studio dell’Università di Tokyo pubblicato nel Journal of Oral Science l’idrossiapatite biomimetica può contribuire a ridurre la sensibilità dentale perché occlude i tubuli microscopici che collegano lo smalto alla polpa del dente. Questa proprietà rende il dentifricio particolarmente interessante per chi soffre di sensibilità al caldo e al freddo. Un altro ambito riguarda l’estetica del sorriso. Alcuni dentifrici all’idrossiapatite vengono promossi come sbiancanti. Il motivo non è legato a un’azione chimica ma alla capacità di rendere la superficie dello smalto più liscia e riflettente. Una superficie dentale più uniforme riflette meglio la luce e può far apparire i denti visivamente più bianchi.

In farmacia, supermercato o online: dove si compra?

Fino a pochi anni fa questi prodotti erano diffusi soprattutto in Giappone e Germania. Oggi sono disponibili anche in Italia. Il dentifricio all’idrossiapatite si trova in farmacia, parafarmacia e nei negozi specializzati in prodotti per l’igiene orale. Negli ultimi anni alcune catene di supermercati hanno iniziato a introdurre prodotti con questo ingrediente. Molti marchi dermatologici e odontoiatrici hanno sviluppato linee dedicate, complice il fatto che questo tipo di dentifricio può essere utilizzato esattamente come il dentrifricio tradizionale, e cioè giorno e sera.

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