Clima, i tecnici della BCE: “Rischio di transizione un pericolo per la stabilità finanziaria”
Bruxelles – Il clima e gli sforzi per una transizione rappresentano un rischio per la stabilità finanziaria. Attraverso un nuovo studio dedicato al tema, la Banca centrale europea evidenzia una volta di più l’inter-relazione tra cambiamenti climatici, rischi sistemici e liquidità bancaria. In estrema sintesi la situazioni che si ha è che “il rischio di transizione aumenta i costi di produzione delle imprese e esercita una pressione al ribasso sui profitti, aumentando il rischio di insolvenza. Di conseguenza, le banche che concedono prestiti a queste imprese affrontano un rischio di credito più elevato“.
Si registra in sostanza il più classico dei circolo viziosi: chi chiede prestiti per attività più rischiose si espone a rischi fallimento, con gli istituti di credito che a propria volta si espongono a crisi di liquidità. Un fenomeno che si autoalimenta. I tecnici della BCE però intendono essere chiari sulla necessità di affrontare in maniera efficace e tempestiva la questione del surriscaldamento globale, con tutto ciò che ne deriva. Il cambiamento climatico, sottolineano, “può aumentare il rischio di mercato attraverso molteplici canali, potenzialmente deprimendo il valore immobiliare e aziendale, riducendo i profitti aziendali ed erodendo la ricchezza delle famiglie”. Questi effetti, a loro volta, “possono esacerbare i rischi di credito, di mercato e di liquidità nell’intero sistema finanziario“.
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Occorre correre ai ripari. La soluzione al problema spetterà alla politica trovarli, non certo ai tecnici dell’Eurotower, che comunque individuano criticità. Intanto viene fatto notare che in materia di prestiti “il premio per il rischio di transizione si intensifica durante i periodi di stress finanziario, a indicare che i rischi indotti dal clima amplificano le vulnerabilità esistenti nei mercati finanziari”. Inoltre, i risultati ottenuto al termine delle analisi del caso suggeriscono che il rischio di transizione potrebbe amplificare altri rischi finanziari esogeni. Come viene sottolineato, “sebbene il rischio di transizione da solo potrebbe non indurre stress immediato nel mercato dei prestiti garantiti, la sua mera presenza implica che le banche siano soggette a un trattamento differenziato in termini di costo del finanziamento”. Questa dinamica suggerisce che, “in presenza di shock di mercato significativi, tale amplificazione potrebbe effettivamente esacerbare una più ampia instabilità finanziaria“.
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