Il nodo per la difesa dell’UE è l’energia, ed è un problema serio

Gen 5, 2026 - 16:30
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Il nodo per la difesa dell’UE è l’energia, ed è un problema serio

Bruxelles – La difesa europea rischia di essere un’impresa davvero titanica. Tra ‘visioni’ diverse e necessità crescenti di energia, la strategia per la sicurezza e la preparazione alle sfide messo sul tavolo dalla Commissione con il suo libro bianco ha come principili effetti collaterali l‘incompatibilità con il modello NATO, nuovi attriti con gli Stati Uniti, e il rischio di nuovi aumenti delle bollette. A fare la lista delle criticità della strategia a dodici stelle il centro studi e ricerche del Parlamento europeo, in uno studio richiesto dalla commissione Industria.

Allo stato attuale, viene sottolineato nel documento, “il settore della difesa europeo opera in un panorama energetico sempre più complesso, caratterizzato da interdipendenze“. Questa situazuone di dipendenza “espone l’Europa a molteplici rischi, tra cui interruzioni della catena di approvvigionamento, calo delle capacità di raffinazione nazionali e pressioni geopolitiche”. Per l’UE un cambio di passo si rende dunque indispensabile, ma il percorso non sarà di quelli semplici.

Il nodo dell’energia

L’energia, se non è l’aspetto principale, è certamente uno dei nodi più complessi da dover sciogliere. Attualmente l’energia elettrica vale appena il 17 per cento dei consumi totali del settore. Tuttavia “Le moderne operazioni di difesa e la produzione industriale richiedono sempre più energia, rendendo la sicurezza energetica un fattore centrale per la prontezza della difesa europea e l’autonomia strategica”, scrivono gli esperti del centro studi e ricerche del Parlamento europeo.
difesa europea
Sullo sfondo c’è dunque un aumento della domanda di elettricità e dell’elettrificazione, indispensabili per armamenti avanzati, droni, infrastrutture digitali e mobilità elettrificata. Da una parte tutto questo sta “creando nuove interdipendenze tra prontezza operativa e resilienza delle infrastrutture”, e dall’altra parte all’aumento della domanda si accompagna inevitabilmente un aumento dei prezzi, quindi servirà un aumento dell’offerta commissurato a quello della domanda per evitare nuovi aumenti delle bollette energetiche.

La difesa si fa col petrolio. Il Green Deal impossibile, specie alla NATO

https://www.eunews.it/2025/10/16/al-lavoro-da-inizio-2026-per-essere-pronti-nel-2030-lue-svela-la-sua-roadmap-per-la-difesa/
L’Unione europea e i suoi Stai membri restano però profondamente dipendenti dalle materie prime critiche, di cui sono poveri, e per cui devono affidarsi a importazioni. La Cina è uno dei principali produttori mondiali di tutta una seria di materie prime necessarie per le tecnologie fotovoltaiche e le batterie (terre rare, tantalio, litio, tra le varie). La difesa sostenibile, dunque, rischia di essere insostenibile.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia