Come Meloni e Fdi impararono a non preoccuparsi e amare Trump

Siamo nelle mani di un presidente degli Stati Uniti che anche ieri, alla domanda dei giornalisti su chi a suo giudizio dovrebbe guidare l’Iran, ha risposto testualmente: «Beh, gran parte delle persone che avevamo in mente è morta. Quindi, capite, avevamo in mente qualcuno di quel gruppo che adesso è morto, e ora abbiamo un altro gruppo, ma potrebbe essere morto pure quello». Più o meno le stesse parole candidamente usate con la stampa nei giorni precedenti, quando aveva citato proprio il fatto di non avere più nessuno con cui interloquire, essendo gli interlocutori precedentemente individuati morti nel frattempo sotto le bombe, come dimostrazione dello straordinario successo dell’operazione.
Mentre ragioniamo dei pericoli di allargamento del conflitto, coinvolgimento dell’Europa e dell’Italia stessa, effetti sul prezzo dei carburanti e sull’economia in generale, tracciando complessi scenari e discutendo delle diverse opzioni sul tavolo, non dovremmo mai dimenticare che a capotavola è seduto un signore, Donald Trump, che da giorni ripete cose di questo genere.
Per quanto tempo potranno ancora far finta di niente non dico (solo) Giorgia Meloni e il resto della maggioranza, ma la stessa stampa di area, i giornalisti e gli opinionisti militanti della consueta compagnia di giro retequattrista, per usare l’icastico neologismo coniato da Sergio Scandura? Per quanto tempo ancora potranno pensare di cavarsela facendo un po’ di casino con le solite scemenze sulla sinistra innamorata dei dittatori? Libero, il quotidiano diretto dall’ex portavoce di Meloni a Palazzo Chigi e edito da un parlamentare della maggioranza, da giorni apre la prima pagina con titoli come «L’ayatollah è morto, sinistra italiana in lutto» (domenica) e «Le vedove di Khamenei» (lunedì). Ma già oggi sembra intuire che c’è un problema, e inizia a parlare di «avvoltoi» e «profittatori di guerra», vale a dire Pd e M5s, accusati di provare «a recuperare voti col conflitto».
Come ha scritto Edward Luce sul Financial Times, «chiunque affermi di sapere dove porterà questa guerra, Trump compreso, sta bluffando. Tra i possibili esiti, tuttavia, il pacifico passaggio di poteri è uno dei meno probabili». Certo è però che più va avanti, più la nuova destra che con Trump ha imparato a non preoccuparsi e ad amare le bombe dovrà inventarsi qualcosa di meglio, per distrarre gli italiani, e anzitutto i propri elettori, da quello che sta succedendo.
Leggi anche l’articolo di Mario Lavia su questo tema
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