Quando bevi, non t’allargà

Parlare di alcool per tutelarne il consumo e creare cultura sul tema. Sembra un controsenso, ma questa volta non è il classico «purché se ne parli». Si chiama “Famo a capisse” – in perfetto slang romanesco – la nuova campagna di promozione del bere consapevole promossa da Roma Bar Show congiuntamente a Roma Capitale.
In un momento storico in cui, più che mai, la demonizzazione delle gradazioni alcoliche, della vita notturna e del bere miscelato sta tornando a grande ribalta nelle comunicazioni nazionali, Roma Bar Show lancia una campagna insolita, divertente e d’effetto. Il più grande evento italiano dedicato al settore mixology e beverage nel 2026 cambia sede e dal Palazzo dei Congressi si posta al Roma Convention Center La Nuvola. Si resta in zona EUR, ma questo volta all’interno del scenografico edificio progettato da Massimiliano e Doriana Fuksas, che diventerà teatro ancora più ampio e spettacolare per la manifestazione.
Nell’accompagnare la comunicazione e il racconto verso la nuova edizione, prevista per il 13 e 14 settembre 2026, “Famo a capisse” si diffonde a macchia d’olio su schermi a led e supporti di affissione su tutto il comune di Roma. L’iniziativa invita al bere responsabile non per rinunciarvi, ma per scegliere con consapevolezza cosa, come e quanto. Al centro del discorso le grandi protagoniste: salute, sicurezza e, come spirito guida, il rispetto per gli altri. Un vero e proprio movimento, di pensiero ma questa volta anche di azioni, che si è curiosamente costruito in seno a un evento massivo e verticalizzato sugli spirits. Banale? Forse sarebbe più giusto parlare di visione. Come arrivare a più persone possibili e toccare addetti ai lavori, giovani, cittadini, esperti di settore e appassionati?
Provando ad immaginare una dimensione diversa di convivialità e socialità, riscoprendo il valore dei bar e di tutto quello che il concetto di ospitalità legata a banconi e shaker è in grado di abbracciare. Uscire e divertirsi suggerendo un nuovo stato mentale. Non una rinuncia, non una privazione, ma una scela senza veli e senza remore. «Con gli alcolici non vale il daje forte», «Bevi responsabilmente, senza prescia», «Se bevi non puoi guidare, stacce» e «Quando bevi, non t’allargà», questi i quattro manifesti che si ispirano a motti ed espressioni comuni – cui non solo i romani sono affezionati – che invitano a riscoprire i valori al centro del movimento. «Il bere responsabile – spiega Andrea Fofi, ceo di Roma Bar Show – non è una rinuncia, non è un divieto, non è una predica. È, piuttosto, una scelta. È cultura. È consapevolezza. Per questo la campagna ribalta i luoghi comuni e mette al centro una visione moderna del bere».
Ogni locale, andando sul sito della campagna, può aderirvi ed espandere il messaggio, scaricando il manifesto preferito e affiggendolo nel proprio locale. Accanto al concetto di slow-drinking – che diventa quasi un’unità di misura – si affianca indissolubilmente l’invito a una guida responsabile che, come sappiamo, è fondamentale per noi stessi e per gli altri. Dal punto di vista comunicativo, è lodevole che un ente così articolato, e ormai solido, come Roma Bar Show, abbia scelto un modo nuovo e controtendenza di comunicarsi e comunicare.
C’è un cruciale bisogno di fare cultura sull’universo alcolico (in Italia più di tanti Paesi europei), riconoscendo i bar e i loro circuiti come un fenomeno insito nella socialità e nel tessuto urbano da secoli. Un progetto dinamico e fresco, che rafforza il lavoro e l’immagine della manifestazione anche agli occhi di chi forse l’ha vissuta solo come mera emanazione, propagazione e consumo. A gran voce, sulle strade e per tutti. Un gesto reale verso la città, le nuove generazioni e il territorio. Quando ce vò ce vò, diamogli atto.
L'articolo Quando bevi, non t’allargà proviene da Linkiesta.it.
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