Confindustria Moda e Accessori, presentato il Piano strategico per il sistema moda italiano

Aprile 18, 2026 - 08:30
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Confindustria Moda e Accessori, presentato il Piano strategico per il sistema moda italiano
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Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda hanno presentato alla camera dei deputati le linee guida del Piano strategico nazionale per il sistema moda italiano. Durante l’evento ‘L’impatto delle crisi globali sul made in Italy. Prospettive e interventi per il comparto della moda’, le due federazioni hanno delineato un progetto ambizioso che punta a rafforzare la filiera del comparto fashion, così cruciale per l’economia del Paese.

Il Piano, che prevede un investimento complessivo di 4 miliardi di euro, è stato presentato alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e con l’introduzione ai lavori del  deputato Fabio Pietrella. Il Ministro ha sottolineato come il progetto di Confindustria Accessori Moda e Confindustria Moda sia perfettamente in sintonia con le linee guida del Libro Bianco “Made in Italy 2030”. Urso ha affermato che l’obiettivo è consolidare il sistema della moda italiana, valorizzando l’eccellenza, la qualità e la creatività che contraddistinguono il settore, oltre a rafforzare una strategia condivisa tra le imprese, i distretti e le istituzioni. Solo attraverso filiere integrate, infatti, “è possibile affrontare le sfide globali e accrescere la competitività del made in Italy”.

Il Piano strategico nazionale si articola in sei azioni prioritarie: incentivare l’innovazione e gli investimenti, sviluppare il welfare aziendale, promuovere marketing e internazionalizzazione, favorire la transizione digitale e green, rendere più flessibile l’accesso al credito e potenziare l’istruzione e la formazione. Ogni azione è pensata per rispondere alle necessità di un settore in continua evoluzione, in grado di affrontare le sfide globali.

Un’analisi della Liuc Business School – illustrato per l’occasione – ha messo in evidenza due scenari per il periodo 2026–2030. Se non verranno attuati interventi, il sistema moda rischia una perdita di 19 miliardi di fatturato, 35mila posti di lavoro e 4.600 aziende, con un calo del Pil di 5 miliardi e una riduzione del gettito fiscale di 6,6 miliardi di euro. D’altro canto, l’adozione del Piano Strategico comporterebbe una crescita di 30 miliardi di fatturato, 57mila posti di lavoro e 6.200 aziende, con un incremento del Pil di 8,7 miliardi e un gettito fiscale maggiore di 11,5 miliardi di euro. Questi numeri evidenziano chiaramente quanto sia cruciale intervenire per sostenere la filiera e garantire un futuro competitivo al settore.

Il Sistema Moda italiano, pur avendo dimostrato una grande capacità di adattamento, necessita di un piano concreto per continuare a crescere e competere sui mercati globali. Le misure proposte dal Piano sono destinate a generare effetti positivi su tutta la filiera, favorendo una crescita che sarà non solo economica, ma anche sociale, creando nuovi posti di lavoro e rafforzando la competitività del Paese. Il Ministro Urso ha ribadito che solo attraverso un’unione di intenti tra imprese, distretti e istituzioni sarà possibile garantire il futuro del made in Italy, trasformando le sfide globali in opportunità di crescita stabile.

“La forza della moda italiana – ha commentato Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda – nasce dai distretti e dalle piccole e medie imprese che ne costituiscono l’ossatura, una rete produttiva unica al mondo capace di coniugare tradizione manifatturiera, innovazione e radicamento territoriale. Difendere questa filiera significa proteggere competenze, lavoro e identità, ma anche garantire la tenuta economica e sociale di interi territori. Senza interventi concreti rischiamo di disperdere un patrimonio costruito nel tempo, fatto di saperi e professionalità che non sono replicabili altrove”.

Anche Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha ribadito l’urgenza di un intervento mirato, senza il  quale il sistema moda rischia di subire una perdita di imprese, posti di lavoro e capacità produttiva.

A margine, l’analisi ‘Why Italia’ di Deloitte ha posto l’accento su tre mosse fondamentali per preservare, consolidare e sviluppare la manifattura italiana: distretti, investimenti e aggregazioni. A queste tre mosse è ancorato il futuro della filiera, legato all’innovazione tecnologica e alla trasformazione dei consumatori, che dimostrano crescente attenzione a un valore complessivo del prodotto non limitato al prezzo, ma inclusivo di qualità, identità, sostenibilità e valore simbolico.

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Redazione Redazione Eventi e News