“Ets? Serve la sospensione. Il gas russo? Non ne abbiamo bisogno”. Parla la viceministro leghista Gava
Roma. “Bisogna tornare ad acquistare il gas russo? Non ne abbiamo bisogno. Al momento col gas non abbiamo problemi, tanto che stiamo già pianificando dalla seconda settimana di aprile il riempimento degli stoccaggi. Essere riusciti negli anni a diversificare le fonti di approvvigionamento è stata una scelta lungimirante che oggi ci aiuta”. Vannia Gava, viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica in quota Lega, mostra cautela. Parlando con il Foglio racconta le sue preoccupazioni. Ieri dal Qatar arrivavano notizie preoccupanti: i danni subiti dagli impianti di Gnl di Qatar Energy richiederanno dai tre ai cinque anni per essere riparati, riducendo, secondo Reuters, del 17 per cento la produzione. E’ proprio dal paese del Golfo che l’Italia importa una parte consistente del suo gas naturale liquefatto.
“E’ anche per questo che oggi (ieri per chi legge, ndr) i prezzi del gas sono schizzati, aprendo a 68 euro a megawattora. Ed è chiaro che su questo la nostra attenzione sarà massima per evitare gravi ripercussioni sulle aziende e sui cittadini”, dice Gava. “Ma sulle quantità di gas dovremmo ancora essere tranquilli”. Intanto da giorni è schizzato verso l’alto un altro prezzo, quello del petrolio, e con questo anche quello dei carburanti. Il governo, nel Consiglio dei ministri di due giorni fa, è corso ai ripari con un bonus che però ha una durata limitata nel tempo: “La crisi internazionale è in continua evoluzione”, risponde Gava. “In questi giorni abbiamo studiato più proposte fino ad arrivare al provvedimento dell’altra sera che, seppur rappresenti una risposta temporanea, perché dura 20 giorni, è anche una risposta importante che taglia 25 centesimi al litro dal prezzo alla pompa. A questo si affianca il credito d’imposta per gli autotrasportatori e i pescatori”.
Fatte queste premesse, la viceministro riconosce: “E’ chiaro che in base all’evoluzione dello scenario internazionale potrebbero essere necessari nuovi provvedimenti”. E richiederebbero delle risorse. Dove trovarle? Potrebbe essere necessario uno scostamento di bilancio? ”Per questo provvedimento ogni ministero ha dato la sua disponibilità per il reperimento delle risorse, anche per futuri nuovi interventi potrebbe farsi un ragionamento del genere. Altre valutazioni sono da fare con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e i colleghi di governo”.
Intanto ieri in Europa è iniziato il dibattito sull’Ets, il sistema europeo di scambio dei diritti ad emettere Co2, che per le industrie energivore rappresenta un costo strutturale, cresciuto costantemente negli ultimi vent’anni. La politica e l’industria italiane, con il supporto di altri nove paesi, chiedono una revisione del sistema. Ma non tutti in Europa sono d’accordo. Su questo la posizione della viceministro leghista non è diversa da quella del resto del governo: “Questo argomento – dice – lo solleviamo da settimane, se non da mesi. E oggi diventa ancor più dirimente. Il nostro paese già soffre del caro energia più degli altri paesi. E’ dunque chiaro che per noi, soprattutto in questo momento, dovrebbe esserci una sospensione. Sappiamo che non tutti sono d’accordo, ma qualcosa bisogna fare. Quantomeno è necessaria un’estensione a oltre il 2034 delle quote gratuite, ma la situazione mi sembra talmente grave che anche la sospensione mi sembra inevitabile. C’è poi – prosegue Gava – la questione del meccanismo di formazione del prezzo dell’energia che deve essere rivisto strutturalmente, con un disaccoppiamento che consenta di non integrare il costo dell’Ets in quello dell’energia per i consumatori, con questo siamo i più penalizzati d’Europa. E invece dobbiamo mettere le nostre imprese nelle condizioni di lavorare”.
Intanto la crisi mette ancora di più in evidenza la necessità di ulteriore diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico. Il Carroccio è da sempre tra i partiti che più sostengono la necessità di un ritorno al nucleare: “La Lega – rivendica Gava – ha parlato di ritorno al nucleare già nel 2019 perché crediamo ovviamente in una tecnologia pulita in grado di dare risposte in termini di sicurezza energetica al paese. Per questo abbiamo presentato un ddl sul nucleare sostenibile attraverso reattori modulari e tecnologie avanzate che è attualmente in commissione. E’ una legge delega a cui poi si agganceranno tutti i decreti attuativi. Ci sono tante aziende che vogliono investire e stanno aspettando questa cornice normativa. Dobbiamo muoverci. Non possiamo, soprattutto in questo momento, rimanere indietro. Le ultime crisi internazionali dimostrano ancora di più l’importanza di fare questi passi”.
In ogni caso, secondo Gava, la situazione è tale che sulla sicurezza energetica del paese non dovrebbero esserci divisioni politiche: “Su questo è necessario lavorare anche con le opposizioni al di là degli steccati politici, ne va del bene del nostro paese. Auspico che sia in Italia, sia in Europa tutti se ne accorgano”.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Furioso
0
Triste
0
Wow
0




