Getafe manifesto del "corto muso": José Bordalas sogna la Champions con un attacco da retrocessione
Il Getafe prova a compiere un'impresa che avrebbe del clamoroso: qualificarsi in Champions League con un attacco... da retrocessione.
Il vero "corto muso" non è in Italia: il Getafe sta provando a scrivere la storia in Spagna, qualificarsi in Champions League segnando il minimo indispensabile.
Il dibattito tra giochismo e risultatismo continua a tenere banco nei salotti del pallone e non fa eccezione il nostro Paese, dove opinionisti e tifosi si dividono tra chi abbraccia la nuova wave di cui Cesc Fabregas è probabilmente il volto in copertina e chi invece bada più alla sostanza che alla forma e vede in Massimiliano Allegri un punto di riferimento.
Il "corto muso" d'altronde è entrato ormai nel gergo collettivo da tempo, non serve sempre il pallottoliere per vincere ma basta anche un successo di misura senza un gioco spumeggiante per assicurarsi i tre punti. Ne LaLiga c'è chi sta ridefinendo questo concetto e lo sta portando a un nuovo livello: José Bordalás sta provando a portare il Getafe nella grande Europa con un attacco tra i peggiori del Vecchio Continente.
CHAMPIONS LEAGUE A CINQUE PUNTI
Gli Azulones infatti, a sei giornate dal termine de LaLiga, sono in piena corsa per qualificarsi in Champions League.
La squadra di José Bordalás attualmente è sesta con 44 punti (pari con il Celta Vigo), solo cinque in meno del Betis che occupa il quinto posto. La Spagna attualmente è seconda nel Ranking UEFA e le probabilità di garantirsi il quinto slot per la prossima Champions sono molto elevate.
Il sogno è vivo ed è grande il merito di una squadra che aveva iniziato la stagione in maniera molto difficoltosa e con il mercato di gennaio è riuscita a dare una sterzata portandosi a casa anche scalpi importanti come quello del Betis e del Real Madrid, battuto 0-1 al Real Madrid.
SI PUO' VINCERE... SENZA TIRARE IN PORTA
Fin qui nulla di strano, guardando solo i punti. Una squadra che sogna l'incredibile qualificazione in Champions o comunque in Europa League per la prossima stagione. La particolarità sta nel fatto che la squadra in questione riesca a vincere... senza tirare in porta. Questa è stata l'ultima "impresa" del Getafe, che nella 33ª giornata de LaLiga è riuscito a imporsi sul campo della Real Sociedad fresca vincitrice della Copa del Rey.
Rilassamento dei baschi dopo il trionfo e maggiore freschezza degli Azulones? Basta guardare i dati della partita per smontare immediatamente questa ipotesi: 66% di possesso palla a 34%, 1,52 xG contro 0,27 xG, 13 tiri totali a 5. Ma soprattutto 4 tiri in porta a 0. Zero conclusioni verso la porta della Real Sociedad, eppure il Getafe ha vinto uno a zero.
Una clamorosa svista statistica? Nient'affatto, perché i baschi non solo hanno fallito un calcio di rigore con Brais Mendez dopo un quarto d'ora, ma alla mezz'ora si sono fatti goal da soli: su un cross dalla sinistra di Juan Iglesias, il centrocampista della Real Sociedad Jon Gorrotxategi è intervenuto di testa per provare a rinviare, il pallone invece si è impennato e con una parabola beffarda si è insaccato sotto la traversa. 0-1 all'Anoeta, senza un tiro in porta da parte degli ospiti.
IN EUROPA CON UN ATTACCO DA RETROCESSIONE
Si potrebbe dire che un colpo di fortuna capita a chiunque. Ma vincere senza sfarzo e anche in maniera brutta e sporca se serve non è una novità ma una costante nella stagione del Getafe.
Un dato fotografa il tutto: dopo 32 partite di campionato giocate, i goal realizzati sono solo 28, una media da retrocessione. E' il secondo peggior attacco de LaLiga, meno ne ha fatti solo il Real Oviedo ultimo in classifica. Estendendo lo sguardo ai principali campionati europei, sono ben pochi i club che hanno fatto peggio della squadra di Bordalás. E nessuno di questi è in lotta per un posto in Europa, tutti combattono (o hanno combattuto) solo per la salvezza: da St. Pauli e Wolverhampton alle italiane (Parma, Cremonese, Lecce, Verona, Pisa) alle francesi (Angers, Le Havre, Auxerre, Nantes e Metz), nessuna entra nella prima metà della classifica.
Il Getafe non ha mai segnato più di due goal in una sola partita in questo campionato, le vittorie sono arrivate sempre per 1-0, 2-1 o al massimo 2-0, lo scarto più ampio. Le uniche gare a sfalsare il conto in Coppa del Re, lo 0-11 all'Inter Valdemoro nel primo turno e il 2-3 (ma con il terzo goal ai tempi supplementari) al Navalcarnero nel secondo turno, prima dell'eliminazione contro il Burgos nei sedicesimi di finale (3-1).
Se ci aggiungiamo i 32 goal concessi in altrettante giornate di Liga, emerge anche un'incredibile differenza reti di -4 per la squadra di Bordalás, unica a giocarsi l'Europa con un saldo negativo.
IL "CORTO MUSO" ESTREMO DI BORDALAS
"Lo que está haciendo este equipo es una barbaridad" aveva detto Bordalás dopo la vittoria casalinga contro l'Athletic Bilbao, a sottolineare il carattere clamoroso e unico del percorso del Getafe, passato nel giro di pochi mesi dall'ipotesi retrocessione al sogno europeo.
Il mercato invernale ha portato rinforzi importanti col Coliseum: Zaid Romero, Luis Vasquez, Boselli, Birmancevic e soprattutto Martin Satriano, 4 goal e un assist dal suo arrivo al Getafe.
Ma la forza degli Azulones da anni definiti come i più "scomodi de LaLiga", sta nell'impronta di gioco decisa che ha saputo dare José Bordalás.
Il tecnico 62enne non cerca fronzoli, la sua squadra non palleggia troppo ma cerca la verità, sfrutta il fisico e non disdegna sporcare le partite. Non a caso, il Getafe è tra le squadre che hanno effettuato meno passaggi nei top 5 campionati, risultando anche tra le meno precise nel dettaglio; è la squadra con più ammoniti nel massimo campionato spagnolo e tra quelle che giocano meno per tempo effettivo.
Distruggere il gioco altrui piuttosto di creare il proprio è quasi una prerogativa per il Getafe, così viene percepito dall'esterno e i numeri confermano la tendenza. Una squadra a immagine e somiglianza di Bordalás, con cui c'è una vera e propria storia d'amore: tra il 2016 e il 2021 ha guidato il club dalla Segunda Division fino al miglior piazzamento nella storia (quinto posto) e agli ottavi di finale di Europa League contro l'Inter (2020), poi si è trasferito al Valencia e nel 2023 è tornato alla guida degli Azulones, all'epoca ultimi in classifica e salvati dal 62enne.
La salvezza era l'obiettivo di partenza anche in questa stagione e così Bordalás ha portato avanti la sua ricetta che tanto irrita i giochisti. E che ora gli permette di sognare qualcosa che fino a qualche mese fa avrebbe solo fatto sorridere i tifosi del Getafe: lottare per l'Europa, quella più importante.
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