Giornata mondiale dell’obesità, un glossario per un linguaggio più corretto

Mar 4, 2026 - 05:00
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Giornata mondiale dell’obesità, un glossario per un linguaggio più corretto

Dall’Italia all’Europa, “Non c’è forma più corretta” è una guida per cambiare la narrazione sull’obesità e ridurre lo stigma, ancora oggi barriera all’accesso alle cure.

 

 

 

Quasi il 60% degli adulti e circa un bambino su tre in Europa sono sovrappeso o vivono con obesità. Lo stigma e un linguaggio impreciso rendono più difficile l’accesso alle cure e peggiorano la qualità della vita delle persone.

Per affrontare questo problema, in occasione del World Obesity Day, la Giornata Mondiale di sensibilizzazione sulla patologia, promossa dalla World Obesity Federation, Parole O_Stili in collaborazione con Lilly, lancia il primo glossario europeo che promuove un linguaggio più rispettoso, inclusivo e accurato quando si parla di obesità, fornendo strumenti concreti a media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini.

“Non c’è forma più corretta” raccoglie e approfondisce venticinque parole e concetti chiave, quali “body shaming”, “grassofobia”, “stigma clinico”, “taglia forte”.

Per ciascuna espressione, la raccolta evidenzia giudizi offensivi e denigratori e commenti – anche di uso comune e apparentemente positivi – che risultano in realtà inappropriati e ledono la sensibilità altrui.

Spiegato ciascun termine, il glossario invita a riflettere sull’impatto che l’uso di determinate parole potrebbe avere, incentivando scelte linguistiche inclusive e rispettose.

A partire da oggi il glossario, pubblicato lo scorso anno in lingua italiana con il Patrocinio dell’Associazione Pazienti Amici Obesi, sarà disponibile in altre tre lingue europee – polacco, rumeno e ceco – e presto anche in croato e ungherese.

Inoltre, in tutti i Paesi coinvolti, le Associazioni Pazienti sono attivamente impegnate nel conferire il proprio endorsement al progetto, con l’obiettivo di ampliare il dialogo oltre i confini nazionali e promuovere una cultura della cura condivisa.

Rosy Russo, presidente di Parole O_Stili, commenta: “Le parole hanno un peso reale: possono ferire, escludere o colpevolizzare chi vive con obesità, ma possono anche diventare strumenti di cura. Con questo glossario vogliamo offrire strumenti linguistici consapevoli e rispettosi, perché cambiare le parole è il primo passo per cambiare lo sguardo e restituire dignità alle persone”.

L’obesità è definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una malattia cronica complessa e multifattoriale, determinata dall’interazione di fattori biologici, genetici, ambientali, sociali e culturali.

Non è riducibile a una questione di responsabilità individuale, ma nel racconto pubblico resta spesso associata a colpa o mancanza di volontà.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, lo stigma legato all’obesità influisce negativamente sull’accesso alle cure, sulla qualità delle diagnosi e sull’aderenza ai trattamenti.

Le persone che vivono con obesità riportano esperienze frequenti di giudizio o semplificazione clinica, che possono portare a ritardare diagnostici o evitare la presa in carico da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

Lo stigma colpisce così in modo sproporzionato chi è già esposto a fragilità sociali, economiche e culturali, aggravando le disuguaglianze nella salute.

“Lo stigma associato alla patologia continua a rappresentare una delle principali barriere per le persone con obesità. In questo contesto, il linguaggio che utilizziamo ha un ruolo determinante: può favorire accoglienza e sostegno, oppure alimentare esclusione e giudizio” dichiara Federico Villa Ass. Vice President Corporate Affairs & Patient Access Lilly Italy Hub.

“In occasione della Giornata Mondiale di sensibilizzazione sull’obesità, la diffusione europea del glossario ‘Non c’è forma più corretta’, una guida al linguaggio rispettoso e inclusivo, rappresenta un passo concreto per sensibilizzare sul tema e riaffermare la responsabilità che come azienda sentiamo verso chi vive con obesità e verso il sistema salute nel suo complesso.”

Per lanciare l’iniziativa, Parole O_Stili e Lilly hanno pubblicato anche un video-manifesto, che sarà disponibile a partire dal 4 marzo sui canali social e al quale seguirà una campagna digital pensata per sensibilizzare sull’importanza di un linguaggio consapevole e rispettoso quando si parla di obesità. Il video-manifesto traduce in forma visiva il senso del progetto: richiama la responsabilità delle parole nel racconto dell’obesità e invita a superare stereotipi e semplificazioni che alimentano stigma e giudizio. Un invito a riconoscere che il linguaggio è parte integrante di una cultura della cura.

Il glossario è disponibile online per consultazione da parte di media, istituzioni, professionisti della salute e cittadini: un passo concreto per migliorare la comunicazione pubblica e ridurre lo stigma legato all’obesità.

Ogni traduzione è stata realizzata secondo linee guida linguistiche condivise, curate da Parole O_Stili, con la supervisione di Lilly; è inoltre in corso la validazione delle associazioni di pazienti locali, per garantire coerenza culturale e sensibilità dei diversi Paesi.

L’associazione Parole O_Stili è nata a Trieste nell’agosto 2016 con l’obiettivo di responsabilizzare e educare gli utenti della Rete a scegliere forme di comunicazione non ostile, incoraggiando un uso consapevole e responsabile delle parole come strumento di relazione, inclusione e cittadinanza attiva.

Promuove i valori espressi nel Manifesto della comunicazione non ostile e attraverso progetti educativi, culturali e di advocacy, lavora su temi di forte rilevanza sociale – linguaggio d’odio, stigma, violenza verbale, polarizzazione – dialogando con scuole, aziende, istituzioni e mondo dello sport, per diffondere le pratiche virtuose della comunicazione in Rete e una consapevolezza diffusa delle responsabilità individuali.

 

 

 

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