Google, editori penalizzati da AI Mode e AI Overviews: Agcom segnala il caso all'UE
I risultati di ricerca generati dall’AI di Google finiscono all’attenzione della Commissione europea. Agcom ha deciso di trasmettere a Bruxelles una richiesta di valutazione sui servizi offerti da Google Ireland tramite AI Overviews e la modalità di ricerca AI Mode, alla luce degli articoli 27, 34 e 35 del Digital Services Act. La decisione è stata assunta nella seduta di ieri dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nella sua qualità di Coordinatore per i servizi digitali per l’Italia, con il voto contrario della Commissaria, Elisa Giomi.
La richiesta nasce da una segnalazione della Federazione Italiana Editori Giornali, che ha portato all’attenzione dell’Autorità i possibili effetti dell’arrivo in Italia di AI Overviews, le sintesi generate da intelligenza artificiale che Google mostra direttamente nei risultati di ricerca . Il tema riguarda il modo in cui le risposte vengono mostrate e il possibile impatto sulla visibilità dei contenuti editoriali.
Secondo la FIEG, queste nuove interfacce potrebbero ridurre in modo significativo la reperibilità degli articoli e dei contenuti pubblicati dagli editori. Una dinamica che, sempre secondo la segnalazione, rischierebbe di pesare sulla sostenibilità economica delle imprese editoriali e degli autori, soprattutto quelli più piccoli e indipendenti. Non è solo una questione di traffico verso i siti: la Federazione collega il tema anche alla libertà di espressione, alla libertà di informazione e al pluralismo delle fonti.
C’è poi un secondo aspetto, altrettanto delicato: l’affidabilità delle risposte generate dall’AI. La FIEG segnala il rischio che questi risultati possano contenere errori, imprecisioni o informazioni inventate, le cosiddette "allucinazioni", senza permettere all’utente di verificare facilmente da dove arrivino le informazioni. Il problema, quindi, non riguarda soltanto cosa viene mostrato prima nei risultati, ma anche quanto sia semplice risalire alle fonti originali.
Prima di inviare la segnalazione alla Commissione europea, Agcom ha acquisito informazioni da Google e ha ascoltato la società statunitense, FIEG e FISC, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici. Al termine di questo passaggio, l’Autorità ha deciso di sottoporre la questione a Bruxelles ai sensi dell’articolo 65 del DSA, chiedendo alla Commissione di valutare se ci siano gli estremi per un’eventuale indagine.
L’attenzione riguarda gli obblighi previsti dal Digital Services Act per le piattaforme e i motori di ricerca di dimensioni molto grandi, le cosiddette VLOP e VLOSE. In particolare, Agcom richiama le norme sulla mitigazione dei rischi sistemici, compresi quelli legati alla libertà di informazione e al pluralismo dei media, e quelle sulla trasparenza dei sistemi di raccomandazione.
Nella stessa seduta, su proposta del Presidente, il Consiglio dell’Autorità ha deciso anche di istituire un tavolo permanente di confronto tra Google, le altre piattaforme che vorranno aderire e gli editori. La scelta viene collegata anche alle competenze di Agcom in materia di diritto d’autore e di equo compenso per l’utilizzo online dei contenuti editoriali.
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