‘Gucci Storia’: Demna celebra l’heritage della maison con una mostra a Palazzo Gucci
Palazzo Gucci a Firenze ha riaperto ufficialmente le porte lunedì scorso nella sua storica sede e con una prospettiva rinnovata attraverso la visione del direttore artistico Demna. Questa reinterpretazione artistica, denominata ‘Gucci Storia’, segna un nuovo capitolo per questo storico edificio situato all’interno di Palazzo della Mercanzia, un punto di riferimento che risale al 1337 situato in piazza della Signoria, a pochi passi dalla Galleria degli Uffizi.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di valorizzazione del patrimonio della maison, rileggendo la propria identità attraverso un dialogo continuo tra archivio, contemporaneità e sperimentazione. E al centro di questo polo architettonico, come si legge nella nota emanata dalla maison, lo spazio si configura come una destinazione culturale articolata su più livelli, in cui la dimensione museale si intreccia con quella esperienziale. Il piano terra ospita una boutique dedicata e Gucci Osteria da Massimo Bottura, mentre l’offerta si completa con il Gucci Giardino, caffè e cocktail bar affacciato sulla piazza. In questo contesto, ‘Gucci Storia’ occupa il primo e il secondo piano, proponendosi come una narrazione immersiva della casa di moda.
Il concept si sviluppa attorno all’idea di un “museo di musei”, una sequenza di ambienti distinti per linguaggio e funzione, ciascuno concepito per restituire una prospettiva specifica sull’identità del marchio. Il percorso si apre con una riflessione sulla memoria e sulle radici artigianali, attraverso arazzi che reinterpretano simbolicamente oltre un secolo di storia, affiancando tecniche tessili tradizionali a tecnologie contemporanee di generazione dell’immagine. La dimensione genealogica e identitaria viene ulteriormente approfondita nella galleria di ritratti, dove una famiglia estesa diventa espressione delle molteplici declinazioni della “Gucciness”, secondo una lettura che combina archivio e sensibilità contemporanea. L’archivio assume una forma non lineare e volutamente aperta, ispirata ai modelli delle collezioni di storia naturale, con oggetti che spaziano tra accessori iconici e manufatti meno convenzionali. Questa logica di accumulazione e classificazione restituisce la complessità del linguaggio estetico della maison, lasciando emergere connessioni inattese tra passato e presente. Accanto a questa dimensione, spazi dedicati al cinema e alle campagne visive sottolineano il ruolo crescente dell’immagine come strumento narrativo, mentre installazioni immersive amplificano il dialogo tra codici storici e nuove interpretazioni.
Un momento centrale del percorso è rappresentato dalla sezione dedicata alla manifattura, che mette in relazione tradizione artigianale e innovazione tecnologica. Da un lato, vengono esposti modelli che hanno fatto la storia della label e che scandiscono l’evoluzione del design Gucci; dall’altro, un ambiente contemporaneo ospita processi sperimentali e tecnologie avanzate, tra cui sistemi robotici impiegati per testare materiali e performance. Il risultato è una riflessione concreta sul rapporto tra heritage e ricerca, in linea con il ruolo dell’ArtLab fiorentino.
Al secondo piano, la narrazione si amplia alla dimensione del prêt-à-porter, attraverso una selezione di capi sospesi che restituiscono visivamente l’evoluzione del ready-to-wear nel corso dei decenni. A questa si affianca una rilettura della dimensione più intima e mitologica del brand, con uno spazio che rievoca episodi e racconti legati alla storia del brand, tra memoria documentata e costruzione narrativa. Il percorso si conclude con un ambiente interattivo che introduce un elemento partecipativo, invitando il visitatore a confrontarsi direttamente con i codici e i simboli Gucci.
Nel corso degli anni, lo spazio espositivo si è trasformato, ospitando diverse mostre. La prima inaugurazione risale al 2011, sotto la direzione creativa di Frida Giannini, e la successiva ristrutturazione nel 2018, con il nome di Gucci Garden, è stata curata dal suo successore Alessandro Michele.
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