I "dolori" del giovane italiano. Il 24% si ritiene "Sfiduciato sotto pressione", solo il 1...

Mar 11, 2026 - 13:30
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I "dolori" del giovane italiano. Il 24% si ritiene "Sfiduciato sotto pressione", solo il 1...
AGI - Il 24% dei ragazzi italiani risultano "sfiduciati sotto pressione", ovvero giovani che vivono il mondo come spaventoso, si sentono sopraffatti e poco capaci di agire, faticano nelle relazioni, interiorizzano il disagio senza chiedere aiuto e provano forte stanchezza e inadeguatezza, pur riconoscendo il valore del supporto psicologico.

Al contempo solo il 17% dei giovani nel nostro Paese risultano essere "fiduciosi propositivi" cioè aperti e attivi, con un buon equilibrio emotivo e relazionale, poca ansia e nessun senso di inadeguatezza, vedono il mondo come pieno di opportunità e affrontano la complessità senza timori.

Sono questi alcuni dei dati più significativi della prima iniziativa dell'Osservatorio permanente sulla condizione giovanile in Italia promosso da Fondazione Unhate, realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton e supportata da Edizione SpA, Mundys e Aeroporti di Roma.

Una mappa della nuova generazione 

La ricerca, guidata dal professor Mauro Magatti e intitolata "FRAGILE - mappae mundi di una nuova generazione", analizza come i giovani italiani - tra i 13 e i 24 anni - reagiscono a un contesto caratterizzato da opportunità e da una libertà senza precedenti. Questa "apertura" estrema (più accesso all'informazione, maggiore mobilità, orizzonti globali, possibilità culturali e di espressione), se non supportata da reti educative, si trasforma spesso in un fattore di pressione e spaesamento, in un vero e proprio "blocco".

Dalla ricerca emerge tuttavia come oltre i due terzi dei giovani abbiano comunque una visione positiva di sé, della propria vita e del futuro (ad esempio guardano con fiducia verso l'Europa e verso la scienza e la tecnologia), anche se, allo stesso tempo, emergono segnali diffusi di stanchezza, pressione e inadeguatezza, soprattutto nella fascia 17-19 anni.

I quattro profili generazionali

Lo studio mappa i ragazzi in base alla loro capacità di aprirsi al mondo e di agire attivamente, e identifica complessivamente quattro profili generazionali: oltre ai "fiduciosi propositivi", gli unici a gestire con successo la complessità, e agli "sfiduciati sotto pressione", che percepiscono il mondo come spaventoso, tendendo al ritiro sociale e al blocco, vengono identificati anche i "moderati in transizione" (34%), il gruppo più vasto, caratterizzato da un equilibrio fragile e bisognoso di costante supporto per non scivolare nella crisi, e gli "irrequieti in bilico" (25%).

Questi ultimi, spinti dall'ansia da prestazione, oscillano tra grande attivismo e rischio di crollo per sovraccarico. In questo contesto, i fattori discriminanti sono per tutti la disponibilità di risorse culturali, relazionali ed economiche, mentre la scuola emerge come snodo decisivo nei percorsi di fragilità e attivazione.

L'Osservatorio di Fondazione Unhate

Con l'obiettivo di rafforzare la capacità sistemica di accompagnare i giovani verso l'età adulta, l'Osservatorio di Fondazione Unhate propone quindi cinque linee di azione e intervento: ricostruire relazioni educative stabili e luoghi di appartenenza; trasformare l'orientamento in un percorso continuo che aiuti a dare senso alle scelte; gestire meglio le transizioni scolastiche e lavorative; integrare il benessere psicologico nei contesti educativi con presidi accessibili e non stigmatizzanti; valorizzare il protagonismo dei giovani attraverso spazi reali di partecipazione e corresponsabilità.

Alessandro Benetton: "Uno strumento per contrastare odio e violenza"

"Con questo Osservatorio Permanente abbiamo voluto dotarci di uno strumento coerente con la missione di Fondazione Unhate: contrastare odio e violenza intervenendo sulle loro cause profonde e generando opportunità concrete per le giovani generazioni - commenta Alessandro Benetton, presidente di Edizione e della Fondazione Unhate -. Una modalità di lavoro basata sui dati, pensata per offrire una fotografia puntuale della condizione in cui vivono, comprenderne necessità, disagi e bisogni reali, e mettere queste evidenze a disposizione di istituzioni, servizi educativi, imprese e territori."

"Ho sempre creduto che i giovani siano il presente, oltre che il futuro, del nostro Paese e del pianeta - conclude Benetton -. Come imprenditore, ma prima di tutto come uomo, cittadino e padre, voglio continuare a fare la mia parte affinché essi vengano ascoltati, coinvolti e accompagnati a scoprire ed esprimere il proprio talento. In un contesto globale così complesso e segnato dall'inverno demografico, investire in relazioni, orientamento e continuità educativa non è solo una responsabilità sociale: è una scelta strategica. Ogni energia che resta inespressa è valore che l'Italia non riesce a trasformare in crescita, innovazione e impatto positivo. Ringrazio le ragazze e i ragazzi che hanno reso possibile questo studio, che mettiamo a disposizione delle istituzioni come contributo per aumentare la consapevolezza degli adulti sulle difficoltà, le potenzialità e le aspirazioni dei nostri giovani".

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Redazione Redazione Eventi e News