Carburanti, superata la soglia dei 2 euro. La guerra nelle tasche dei genovesi tra rincari e speculazione

Genova. Era nell’aria da diversi giorni e oggi il fatidico giorno è arrivato: per la prima volta dallo scoppio della crisi petrolifera innescata dal conflitto tra Stati Uniti e Israele contro Iran – guerra che nel giro di poche ore è divenuta di fatto regionale, coinvolgendo la cosiddette “petrolmonarchie” – il prezzo del gasolio ha superato la soglia psicologica dei 2 euro per quanto riguarda i distributori self della Liguria.
A “sancirlo” il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che dall’agosto 2023 ogni mattina pubblica, regione per regione, il prezzo medio alla pompa per i vari carburanti. Per qualche mese, nei distributori questo valore è comparso per provare a disincentivare speculazioni, ma l’obbligo fu annullato pochi mesi dopo, nel febbraio 2024 dal Consiglio di Stato. Oggi, per la prima volta dalla crisi in Medio Oriente, la voce “gasolio self” è sopra i due euro, con un prezzo medio segnalato di 2,014. Segue la benzina, sempre self, a 1,817 e il Gpl a 0,781.
Si tratta di prezzi medi, e quindi esistono oscillazioni del prezzo per ogni benzinaio, che spesso applica al prezzo elementi di contesto locali, tra eventuale concorrenza o piccoli “monopoli locali”. In questo scenario, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli su tutta la filiera distributiva. L’obiettivo delle fiamme gialle, su input dei Ministeri competenti, è duplice: monitorare che la trasparenza dei prezzi sia rispettata e contrastare eventuali accordi anticoncorrenziali o fenomeni illeciti che potrebbero emergere in momenti di estrema volatilità del mercato.
Tra accise e speculazioni
Il prezzo finale dei carburanti, come è noto è il risultato della somma del valore della materia prima, compresi i costi di produzione, l’imposta sul valore aggiunto e le famigerate accise. Dal 1° gennaio 2026, l’accisa su benzina e gasolio è allineata a 672,90 euro per 1.000 litri, pari a circa 0,673 euro al litro, valore su cui si applica poi l’IVA al 22%. Questo meccanismo di “tassa sulla tassa” rende il costo alla pompa estremamente rigido ma sensibile a ogni manovra fiscale.
Dietro gli aumenti rapidi si nasconde spesso il fenomeno economico noto come “effetto razzo e piuma”. Quando le quotazioni internazionali salgono, i prezzi alla pompa decollano alla velocità di un razzo. Quando, invece, le tensioni si allentano, i ribassi arrivano con la lentezza di una piuma.
Questa discrepanza temporale, spesso giustificata dalle imprese con la necessità di smaltire le scorte acquistate a costi elevati, si traduce in un allungamento dei periodi di rincaro che penalizza pesantemente le tasche di famiglie e imprese, alimentando il sospetto di speculazioni sistemiche che le autorità competenti monitorano attentamente per evitare abusi.
Le ricadute sui trasporti
L’instabilità nel Golfo Persico ha innescato un effetto domino. Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, conferma un aumento anomalo delle vendite già dalla scorsa settimana, descrivendolo come una vera e propria “corsa al pieno” dettata dal timore di ulteriori escalation. “Senza un intervento del Governo – avverte Marsiglia – la situazione diventa difficile. Il Paese necessita di una strategia energetica nazionale che oggi non esiste”.
Per il settore del trasporto merci, il carburante è la principale materia prima. Cinzia Franchini, presidente di Ruote Libere, segnala un aumento superiore al 21% in pochi giorni per il gasolio extrarete. A pesare non è solo la crisi internazionale: l’allineamento delle accise entrato in vigore il 1° gennaio 2026 ha, di fatto, aumentato la base fiscale del diesel, creando una doppia pressione che rischia di rendere insostenibili i costi operativi per migliaia di piccole imprese.
Nella giornata di ieri Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale. L’iniziativa, firmata dal segretario generale Vincenzo Gesmundo e dal presidente Ettore Prandini, nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro.
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